La difterite è un’infezione batterica acuta che colpisce soprattutto le prime vie respiratorie e può avere conseguenze gravi. Si trasmette principalmente attraverso le goccioline respiratorie emesse da una persona infetta.
Il tema è tornato d’attualità dopo la morte a Palermo di una bambina di quattro anni per una sospetta difterite. Gli accertamenti sul caso sono accompagnati dal richiamo degli specialisti alla vaccinazione e alla ricerca dei contatti stretti.
Difterite, quali sono i sintomi
Il Ministero della Salute definisce la difterite una malattia infettiva acuta potenzialmente fatale, causata da ceppi di Corynebacterium diphtheriae capaci di produrre la tossina difterica. In Italia la malattia è diventata estremamente rara grazie alla vaccinazione.
La forma più conosciuta interessa naso, faringe, laringe e trachea. I primi disturbi possono essere simili a quelli di altre infezioni respiratorie, con mal di gola, febbre, debolezza e difficoltà nella deglutizione.
Una delle manifestazioni caratteristiche è la formazione di una membrana aderente, di colore bianco-grigiastro, sulle mucose della gola. Nei casi più seri questa pseudomembrana può ostacolare il passaggio dell’aria.
La tossina prodotta dal batterio può raggiungere attraverso il sangue altri organi. Tra le complicazioni segnalate dal Ministero della Salute figurano danni cardiaci e neurologici. Per questo una diagnosi tempestiva è essenziale.
Come si trasmette la difterite
La trasmissione avviene soprattutto da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie emesse parlando, tossendo o starnutendo. Il contagio può verificarsi anche attraverso il contatto diretto con secrezioni o lesioni cutanee infette.
Dopo un caso sospetto o confermato, le autorità sanitarie possono procedere all’individuazione dei contatti più vicini per valutare eventuali controlli e misure preventive.
Parlando del caso di Palermo, il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato la necessità, qualora la diagnosi venga confermata, di individuare i contatti stretti della bambina. Ha anche invitato a non creare allarmismi, ricordando il ruolo della vaccinazione.
La vaccinazione antidifterica rientra da decenni nei programmi vaccinali italiani ed è la ragione principale per cui l’infezione è oggi molto rara nel Paese.

