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Cronache
Frana in Friuli: morta una donna. A Parma chiesto lo stato di calamità

Sempre piu' drammatico il bilancio dell'ondata di maltempo che sta flagellando l'Italia. Le vittime sono salite a quattro dopo il ritrovamento del cadavere di una donna in un'abitazione di Muggia, provincia di Trieste. La casa, precisamente in localita' Lazzaretto, e' stata investita da una frana. Le piogge torrenziali, dopo aver colpito Liguria, Piemonte, Emilia e Toscana, hanno interessato anche la zona di Trieste e provincia. L'esondazione del Rio Corgnoletto ha causato l'allagamento dell'obitorio della citta' giuliana, costringendo l'amministrazione a sospendere tutte le attivita' della struttura e le cerimonie funebri in programma. Danni e disagi in tuta la citta', con strade, sottopassi e negozi impraticabili per via degli allagamenti.

Va normalizzandosi invece la situazione in Maremma, zona colpita duramente dalle piogge e sconvolta dalla morte di due persone nella giornata di ieri. I fiumi Elsa e Albegna sono tornati sotto i livelli di guardia e, al momento, non si registrano altre vittime o situazioni di particolare criticita'. Nella notte, numerosi interventi dei vigili del fuoco, che hanno portato in salvo 24 persone sfruttando tutti i mezzi a disposizione, tra cui elicotteri e anfibi. Un minuto di silenzio per le due vittime dell'alluvione che ha colpito la Maremma ieri sera, e' stato osservato durante i lavori del primo Consiglio della Citta' metropolitana di Firenze, insediatosi questa mattina. Parma e Alessandria stanno invece tornando lentamente alla normalita'. 300 volontari della Protezione Civile, provenienti da tutta l'Emilia Romagna, sono giunti a Parma per ripulire la citta' dal fango. Ammonta a un milione di euro il conto danni per la centrale Telecom di Via Po, gravemente danneggiata dal nubifragio. Nella citta' ducale, cosi' come ad Alessandria, sono stati inviati contingenti militari. L'esercito ha inviato 20 mezzi speciali e 60 uomini per aiutare i volontari della Protezione Civile a ripulire le due citta'.

Torna finalmente il sole a Genova, ma la citta' e' ancora in ginocchio dopo la devastazione causata dalle piogge. Non si placano, intanto, le polemiche e le accuse verso le istituzioni. Per il governatore della Liguria Claudio Burlando, "I lavori per realizzare lo scolmatore del rio Fereggiano furono interrotti quando io non c'ero, se fossi stato presente avrei terminato l'opera. Chi dopo di me e' diventato sindaco di Genova, decise di piantare tutto si assunse una grossa responsabilita'". Ancora attacchi alla stampa da parte di Grillo, che su Twitter invita i giornalisti "a spalare il fango anziche' infangare". Dal ministro degli Affari regionali Lanzetta, invece, arriva l'annuncio della "messa in sicurezza del Bisagno. Sono state individuate le opere e sono state considerate come prioritarie per il prossimo ciclo di programmazione settennale dei fondi europei".

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