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E’ morto Raton, il toro che uccise tre persone

corrida

In Spagna era una leggenda: famoso come i suoi “rivali”, le persone che lo sfidavano nelle corse per le strade, durante i festival estivi organizzati in diverse parti del Paese. Raton, il toro-killer, famoso per le sue incornate assassine, è morto. Esattamente di vecchiaia, all’età di 13 anni e mezzo (circa una novantina se paragonato all’aspettativa di vita dell’uomo). Mezza tonnellata di peso, corna affilatissime e con un palmares macabro di tre persone uccise e di un’altra decina di feriti o sventrati.

Ad annunciarne il decesso è stato il suo proprietario, Gregorio de Jesus. Per rendere omaggio al toro de Jesus intende creare un museo nella borgata di Sueca, vicino a Valencia, dedicato proprio a Raton con tanto di animale imbalsamato. De Jesus affittava il toro a cifre astronomiche, circa 10mila euro, 10 volte più degli altri tori da combattimento. Il nome Raton, topo in italiano, era in contraddizione con le performance dell’animale e soprattutto con le reazioni degli spettatori delle corride di fronte alle sue prodezze in arena. Mantello nero a chiazze bianche, Raton esce di scena a 13 anni e mezzo. “Era da diversi mesi che soffriva di artrosi per la vecchiaia ma stava comunque bene”, ha spiegato de Jesus, ricordando che la sua ultima “prestazione” risale a dieci giorni fa nell’arena di Valencia. “Era come un uomo che aveva 80 anni o 90 anni”, ha aggiunto il suo padrone, annunciando che alcuni campioni di sangue dell’animale saranno analizzati per chiarire le cause esatte della sua morte.