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Cronache
Ebola, primo caso negli Stati Uniti. È un uomo rientrato dalla Liberia

Negli Usa è stato diagnosticato il primo caso di Ebola. Lo ha comunicato il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, aggiungendo che si tratta di un uomo arrivato dalla Liberia in Texas già contagiato dal virus. Giunto negli Usa, e' stato ricoverato in ospedale, dove il contagio è stato confermato. Si cercano le persone che possono essere state in contatto con lui.


Ebola: Unicef, 3.700 bambini rimasti orfani - Secondo prime stime preliminari dell'Unicef, dallo scoppio dell'epidemia di Ebola in Africa Occidentale, almeno 3.700 bambini in Guinea, Liberia e Sierra Leone sono rimasti senza uno o entrambi i genitori a causa di Ebola e molti vengono allontanati dai propri parenti sopravvissuti per paura di esser contagiati. "Migliaia di bambini stanno vivendo la morte della propria madre, del proprio padre o di altri familiari a causa dell'Ebola", ha detto Manuel Fontaine, Direttore Regionale Unicef per l'Africa Occidentale e Centrale, di ritorno da una missione sul campo di due settimane in Guinea, Liberia e Sierra Leone. "Questi bambini hanno urgente bisogno di attenzioni e supporto; gia' molti di loro si sentono indesiderati e abbandonati. Gli orfani sono affidati ai membri della famiglia, ma in molte comunita', la paura dell'Ebola sta diventando piu' forte dei legami familiari".

Mentre continua a crescere il bilancio delle vittime, i primi rapporti dalla Guinea, Liberia e Sierra Leone sottolineano che il numero di bambini orfani a causa dell'Ebola e' aumentato nelle ultime due settimane e raddoppiera' entro meta' ottobre. Mentre si velocizza la risposta all'Ebola, l'UNICEF sta percorrendo strade - tradizionali o nuove - per assicurare ai bambini il sostegno fisico ed emotivo di cui hanno bisogno: In Liberia, l'UNICEF sta aiutando il Governo nella formazione di altri 400 operatori sanitari e sociali. L'UNICEF sta collaborando con le autorita' locali nelle aree piu' colpite del paese per rafforzare il supporto alle famiglie e alle comunita' per i bambini colpiti dall'Ebola e per dare cure a tutti coloro che sono stati rifiutati dalle comunita' o di cui sono morti i familiari. In Sierra Leone, piu' di 2.500 sopravvissuti all'Ebola - adesso immuni alla malattia - saranno formati per dare cure e supporto ai bambini in quarantena nei centri di trattamento. L'UNICEF sta lavorando con i partner per riunire i bambini separati con le propri famiglie attraverso un network per rintracciare le famiglie in tutto il paese, dando supporto psicologico ai bambini. In Guinea, l'UNICEF e i suoi partner daranno sostegno psicologico a circa 60.000 bambini vulnerabili e alle loro famiglie nelle comunita' colpite dall'Ebola. "L'Ebola sta trasformando una semplice reazione umana come confortare una bambino malato in una possibile sentenza di morte", ha continuato Fontaine. "La maggior parte dei bambini colpiti dall'Ebola non stanno ancora ricevendo cure. Non possiamo rispondere ad una crisi di questo tipo e di questa grandezza nei modi che gia' conosciamo. Abbiamo bisogno di ancor piu' coraggio, piu' creativita' e molte piu' risorse." L'UNICEF ha lanciato un appello per 200 milioni di dollari per garantire assistenza d'emergenza ai bambini e alle famiglie colpite dall'epidemia di Ebola in tutta la regione, comprese attivita' di protezione. Ad oggi, l'UNICEF ha ricevuto solo il 25% dei fondi necessari.

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