I ricercatori dell’Università Milano-Bicocca hanno scoperto che, mediante una stimolazione elettrica del tutto simile a quella praticata tramite elettroshock, risulta possibile riattivare i centri cerebrali colpiti da ictus e consentire una ripresa dei movimenti corporei volontari compromessi a seguito dell’attacco.
Lo studio, condotto su campione statistico costituito da sei pazienti sani e da sei pazienti affetti da aprassia ideomotoria (cioè la riduzione delle facoltà motorie legata a danni cerebrali che sopraggiunge a seguito di un ictus) ha dimostrato come la stimolazione dei centri cerebrali mediante impulsi elettrici risulti funzionale alla ripresa di un quinto delle attività divenute inservibili dopo il danneggiamento delle aree cerebrali corrispondenti.
In sostanza, i ricercatori milanesi hanno scoperto che una stimolazione elettrica a bassa intensità non solo produce semplici movimenti involontari (come si riteneva fino a poco fa) dovuti alla contrazione degli arti corrispondenti, ma riesce a riattivare in modo permanente le zone del cervello non più in grado di inviare impulsi al corpo a causa del danno subito in prossimità delle terminazioni nervose.
Al termine dell’esperimento, i cui esiti sono stati pubblicati su Brain, i medici milanesi hanno così potuto dimostrare come i pazienti colpiti da ictus si trovassero ora in condizione di comandare i propri muscoli e di eseguire semplici gesti su richiesta, lasciando intravedere nuove speranze in ambito riabilitativo per tutti i soggetti colpiti dalla frequente patologia cardiovascolare e per le sorti di quel tragico elettroshock, fino a poco fa confinato ai ricordi delle case di cura e di voli dei cuculi senza nido.
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Mediante una stimolazione elettrica del tutto simile a quella praticata tramite elettroshock risulta possibile riattivare i centri cerebrali colpiti da ictus
