A- A+
Cronache

di Antonino D'Anna

emanuela orlandi strillo8

Faceva il telefonista, ma andava in tv da Magalli a fare il sosia di Benigni. Dopo aver seguito su “Chi l'ha visto?”, la testimonianza di M.F.A., presunto supertestimone della vicenda Emanuela Orlandi, scomparsa nel 1983, è lecito rilevare molti punti di dubbio a proposito delle sue affermazioni. Sulle quali a esprimersi sarà la magistratura, ovviamente. Ma vediamo che cosa può suscitare dubbi:

1. IL TELEFONISTA- L'uomo afferma di essere stato uno dei telefonisti che hanno chiamato casa Orlandi in quei giorni lontani di trent'anni fa. Ma dice di non essere l'Amerikano, come venne chiamato allora. Un tale, cioè, che secondo le analisi svolte dalle forze dell'ordine, sarebbe (o sarebbe stato) un tale di elevata cultura, familiarità con la lingua latina e una certa permanenza in Italia visto il modo di parlare, che alcuni al tempo accostarono - senza alcuna prova - alla figura dell'arcivescovo Paul Marcinkus, allora onnipotente signore dello IOR (la banca vaticana) dimissionato nel 1990 ed esiliato (senza promozione cardinalizia) a Sun City, USA, dove è morto nel 2006. Chi è allora? Esiste ancora del materiale audio con le telefonate del 1983? Sarebbe importante – specie con le tecnologie odierne – andare a ripescare i nastri e svolgere alcuni accertamenti.

2. IL FLAUTO- M.F.A. Ha fatto ritrovare un flauto che dice essere di Emanuela. Col rischio che, a fronte di eventuali accertamenti sulle tracce di DNA rimaste sul bocchino dello strumento, potrebbe essere davvero quello della Orlandi. Un magistrato potrebbe tranquillamente chiedersi (e chiedergli): perché il flauto salta fuori ora? Chi garantisce che sia stato davvero lui a nasconderlo in questo stabilimento cinematografico? Può essergli stato dato da qualcuno, e perché?

3. LE FOTO A DE PEDIS- Il superteste afferma – in virtù della sua creatività – di aver fatto parte di un gruppo di intelligence per esercitare pressioni sulla Santa Sede. A quale scopo? Nel 1983 il Papa è Giovanni Paolo II, che sta conducendo una battaglia nemmeno tanto sotterranea per la libertà della Polonia. Perché rapire una ragazzina figlia di un commesso della Prefettura della Casa pontificia? La Prefettura si occupa di gestire gli accessi al Santo Padre, organizza incontri e viaggi. Certamente è un buon punto di pressione per la sua vicinanza al Pontefice. Ma la domanda resta: a quale scopo?
L'uomo dice di essere stato chiamato a far parte di un gruppo di controspionaggio nato per combattere le fazioni in Vaticano e intimidendo ecclesiastici e vari personaggi con foto e ricatti. Al tempo stesso però lui era in Corso Rinascimento a Roma, il 22 giugno di 30 anni fa, a scattare le foto alla BMW su cui Renatino De Pedis (rieccolo, ancora una volta!) stava portandosi via Emanuela. Uno potrebbe chiedersi: sei il telefonista del gruppo, ma te ne vai in giro a scattare le foto a uno dei boss della Banda della Magliana (non proprio la San Vincenzo o le Suore di Madre Teresa di Calcutta). Perché assumersi un rischio simile?

(Segue: Il teste partecipò negli anni '90 ad un programma con Magalli. Si presentò come sosia di Roberto Benigni. I dubbi sul Codice di Diritto Canonico e la grazia di Wojtyla...)

Tags:
orlandiagcamarcinkusgiovanni paolo ii
in evidenza
Wanda Nara, perizoma e bikini Lady Icardi è la regina dell'estate

Foto mozzafiato della soubrette

Wanda Nara, perizoma e bikini
Lady Icardi è la regina dell'estate

i più visti
in vetrina
Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena





casa, immobiliare
motori
BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3

BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.