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Cronache
"Emissioni elettromagnetiche dannose", rischi e pericoli dall'iPhone 12

IPhone 12, parla Alessandro Gelli

“Finalmente qualcuno si pone il problema dei limiti relativi alle emissioni elettromagnetiche dei dispositivi”.  Il dott. Alessandro Gelli, ricercatore, docente universitario, autore di libri ed esperto anche di campi elettromagnetici, plaude all’iniziativa di Jean Noël Barrot, il ministro francese che  ha preso una linea decisa, vietando l’acquisto di IPhone 12 perché emetterebbero campi ad intensità superiore rispetto ai limiti stabiliti dall’agenzia che regola le frequenze radio Oltralpe (secondo Anfr, 1,74 watt per kilogrammo).

Nella storia dell’uomo non c’è mai stato un inquinamento elettromagnetico artificiale come in questo periodo. Siamo permeati contemporaneamente dai campi prodotti dalla corrente di rete a 50Hz 230VAc, dai cellulari, tablet con frequenze molto più alte nell'ordine dei Mhz e Ghz, notebook, ecc”, spiega Gelli.

Poi, c’è il problema dei picchi di intensità emessi ad esempio dai modem WIFi, “una caratteristica  che in gergo tecnico si chiama ‘burst’ ovvero picchi di intensità più alta rispetto all'emissione di base. Anche il notebook ne emette parecchi tramite dall'hard disk posto sotto la tastiera, ovvero  dove  teniamo le mani per la maggior parte del tempo”.

In sintesi, i campi sono invisibili ma sono ovunque e secondo il ricercatore “è ora di affrontare il problema”.

Un problema che Gelli conosce bene perché si occupa di CEM da molto tempo: li misura con strumentazione scientifica, tiene corsi su come gestirli e ridurne l’impatto, ha scritto libri che trattano anche di tali tematiche con dovizia di particolari (Vincere la stanchezza, lo stress e la fatica LSWR Editore) 

Inoltre, è docente della Scuola di Alta Formazione Epigenetica (U.PA.I.N.nu.C) per insegnare ai professionisti della salute come proteggere le persone attraverso alimentazione, nutraceutica, accorgimenti tecnici e rilevazioni strumentali (con esperienze pratiche).

Quali sono i rischi?

In realtà, nella loro totalità e nel tempo nessuno lo sa con certezza!

“Le ricerche scientifiche, ormai evidenziano il nesso fra campi elettromagnetici e stress ossidativo (eccesso di produzione di radicali liberi rispetto alla capacità di riequilibrio del corpo) nonché un potenziale coinvolgimento nell'infiammazione cronica. Pubmed è piena di studi in merito.

Al pari, è dimostrato che se il livello generale di Stress globale di un individuo è alto, l’aggiunta dello stressor elettromagnetico sarà più impattante. In pratica I CEM artificiali potrebbero essere un ulteriore stressor che si somma ai vari altri stress  cui il soggetto deve far fronte.

Più una persona è stressata, più potrebbe potenzialmente diventare elettrosensibile. L’effetto negativo sulla salute dei CEM spesso non è immediatamente percepibile, si può avvertire 20, 30 minuti dopo o più a seconda dei casi soggettivi, o anche dopo giorni.  

Infine, viene evidenziato dagli studi che chi  già soffre  di patologie cardio circolatorie è più suscettibile di rischio: “Il campo magnetico del cuore è immensamente più ampio e intenso rispetto a quello del cervello. Gli studi hanno già dimostrato che anche i campi magnetici naturali, dovuti a particolari attività solari, possono peggiorare il rischio di infarto e attacco cardiaco. Oggi abbiamo a che fare con un livello di CEM artificiali sempre più intenso.

Ma, va ribadito, sugli effettivi rischi a lungo termine non abbiamo risposte perché non siamo mai stati esposti nella storia umana a una tale variabilità e tipologia ed intensità di emissioni dei vari CEM”.

Il problema effettivo è la somma di tutte le fonti di stress

In gergo tecnico si chiama Body Burden, ovvero il peso di tutti gli stressors a cui siamo sottoposti. “Le persone non riescono a comprendere che a creare patologia è la somma dei vari fattori. CEM, virus, batteri, sostanze chimiche, emozioni negative. L’organismo percepisce lo stato di stress totale ed è a questa totalità che deve far fronte efficacemente  per diventare  gradualmente più forte (Adattamento Efficace). Quando il soggetto perde tale capacità l'organismo si squilibra alterando il sistema Immune, il sistema Neuro-Endocrino, ecc, e s ammala.

Bisogna creare consapevolezza, anche dei rimedi che possiamo adottare. Perché evitare i campi elettromagnetici ormai è impossibile. Ma possiamo  in parte gestirli”.

Fenomeni come stanchezza, mancanza di energia, affaticamento, ad esempio, possono essere associati  anche a un eccessivo assorbimento di campi elettromagnetici.

Come difendersi? I rimedi sono tanti: antiossidanti, accorgimenti tecnici,  di gestione dello stress, dispositivi vari.

Va insegnato alle famiglie come agire nella propria casa per difendersi dall'eccessiva intensità dei campi elettromagnetici che ci permeano 24h giorno dopo giorno. Si possono bonificare i luoghi domestici con semplici accorgimenti, con strumenti di misurazione semplice. A volte basta spostare la fonte di emissione dei dispositivi elettronici di uno o due metri e l’intensità si riduce subito.

Un esempio? Per chi lavora su notebook, attaccare una tastiera  alla porta  USB in luogo di quella incorporata: “dal massimo impatto, si scenderà a una rilevazione  quasi a zero o sicuramente molto più bassa”.

Importante fare attenzione al Wi-fi posizionato sulla scrivania, magari a pochi centimetri dalla nostra testa. “A volte basta solo spostare il letto di 30-50 cm dal muro percorso dai cavi di rete a 230VAc a 50Hz per diminuire l’impatto ovvero l'intensità assorbita”.

“Al pari, un antiossidante che aiuta moltissimo –avallato dalla ricerca- è il selenio, anche la melatonina, la n-acetilcisteina (Nac) sono molto utili. Potenzialmente, tutti gli integratori che hanno funzione antiossidante e antinfiammatoria. Naturalmente, tutto va  assolutamente personalizzato, la soluzione universale non esiste.

Pochi, semplici strumenti per la misurazione

Il più semplice e relativamente comprensibile a tutti, è il “Cornet”, uno strumento digitale di misura di campi elettromagnetici, elettrici e magnetici  di costo modesto per le sue caratteristiche; tale modello riesce a misurare anche i BURST dei moderni WIFI.  Il Cornet è un  piccolo device portatile che ha sostituito il notissimo  TriField, analogico relativamente alla misura dei BURST.

Il mondo in termini di CEM, negli ultimi anni  è fortemente cambiato, serve quindi  conoscenza, consapevolezza inzieme ad azioni multiple pratiche per ottimizzare tutte le nostre possibili capacità di adattamento Efficaci per vivere al meglio la nostra vita”.

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Tags:
dispositvielettomagneticoemissioni
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