Emma Bonino è ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma dopo un peggioramento della funzionalità respiratoria. Le condizioni della leader di +Europa sono definite gravi, ma la 78enne resta vigile e lucida e avrebbe risposto positivamente alle prime cure.
Emma Bonino, come sta
Il malore è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 7 settembre nella casa romana di Emma Bonino. La storica esponente radicale è stata soccorsa e trasportata in ambulanza al pronto soccorso del Santo Spirito con codice rosso.
Gli accertamenti hanno evidenziato un peggioramento dei problemi respiratori. Il medico curante Claudio Santini, secondo quanto riportato dall’ANSA, ha spiegato che erano in corso controlli dei parametri legati alla riduzione della funzionalità respiratoria, precisando che Bonino era rimasta “vigile e lucida”.
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In serata i medici hanno deciso il trasferimento in terapia intensiva. La scelta, secondo le informazioni diffuse nelle ore successive, è stata presa per consentire un monitoraggio continuo delle condizioni durante la notte.
Non risultano al momento comunicazioni su un eventuale trasferimento in un’altra struttura o sulle tempistiche di dimissione. Le prossime valutazioni mediche dipenderanno dalla risposta alle cure e dall’andamento della funzionalità respiratoria.
Emma Bonino, gli ultimi aggiornamenti sulla sua salute
Le condizioni vengono considerate gravi, ma Bonino è cosciente. È questo l’elemento emerso dagli aggiornamenti disponibili nella mattinata dell’8 settembre.
Secondo le informazioni raccolte dall’ANSA, la leader di +Europa avrebbe risposto positivamente alle prime terapie somministrate dai medici.
Bonino aveva già affrontato un ricovero d’urgenza alla fine del 2025, sempre al Santo Spirito. In quell’occasione era stata successivamente trasferita al San Filippo Neri. I medici avevano escluso che il malore fosse legato a una recidiva della neoplasia diagnosticata nel 2015, indicando invece un problema di natura metabolica.
Il ricovero attuale è invece collegato, sulla base delle informazioni rese disponibili finora, a un’insufficienza respiratoria. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli clinici sulla causa specifica del peggioramento.


