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Luca Delfino, nessuna condanna anche se giudicato colpevole

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MOSTRI GIUDIZIARI/ Nessuna condanna penale per Luca Delfino, anche se i giudici lo considerassero colpevole. E’ la conseguenza del mancato ricorso in appello della Procura contro l’assoluzione in primo grado nel processo per la morte di Luciana Biggi. I giudici potranno intervenire solo sul risarcimento dei danni dovuto alla famiglia

Delfino è in carcere perché deve scontare 16 anni e 8 mesi per la morte di un’altra ex, Antonella Multari, uccisa a Sanremo nel 2007. Ma per l’assassinio di Luciana, sgozzata in un vicolo di Genova, in qualsiasi caso non subirà conseguenze…  

IL CASO – La vicenda è riportata con dovizia di particolari dal quotidiano Il Secolo XIX, secondo il quale non c’è solo il parere unanime degli avvocati, ma il codice e numerose sentenze di Cassazione, per delineare come il nuovo processo a Luca Delfino si stia avviando a divenire un “mostro” giudiziario. La procura non ha chiesto l’appello contro l’assoluzione in primo grado. Questo significa, secondo tutta la giurisprudenza, che Luca Delfino sarà nuovamente processato, ma anche se i giudici della corte d’assise lo riterranno colpevole, non potranno infliggergli nessuna pena.

Delfino non rischia in nessun caso una condanna penale, perché la procura ha deciso di non appellare l’assoluzione in primo grado. La questione potrebbe riaprirsi solo con una revisione del processo. Ma ottenere una revisione è molto complesso e dovrebbero emergere fatti nuovi di fondamentale importanza. L’avvocato Maurizio Mascia spiega al Secolo XIX: “È davvero raro che la procura non impugni una sentenza di assoluzione, soprattutto in un caso grave come l’omicidio. Se la procura in questo caso non l’ha fatto evidentemente aveva motivi molto, molto, molto pesanti”. Il difensore di Delfino, Riccardo Lamonaca, spiega al quotidiano ligure: “L’udienza è stata fissata, ma comunque possa andare, non sarà possibile applicare nessuna pena detentiva al mio assistito, perché la procura non ha chiesto l’appello contro l’assoluzione, che ormai è definitiva”.