L’inchiesta sulle escort nel mondo del calcio continua a far discutere, e tra le voci che si sono espresse c’è anche quella di Luciano Moggi.
L’ex dirigente ha invitato a fare una distinzione chiara tra situazioni molto diverse tra loro. Da una parte, secondo Moggi, esiste un contesto noto da anni: la presenza di calciatori in ambienti frequentati anche da donne interessate a entrare in contatto con loro. Dinamiche che, a suo dire, fanno parte da sempre del mondo dello spettacolo e dello sport e che spesso vengono amplificate mediaticamente.
Dall’altra parte, però, il discorso cambia completamente quando emergono ipotesi di reato. Moggi sottolinea infatti che eventuali casi di costrizione alla prostituzione rappresentano uno scenario totalmente diverso, molto più grave e che non può essere confuso con il semplice gossip.
“Se ci sono donne costrette, allora i responsabili sono quelli che organizzano e impongono queste situazioni”, è il senso del ragionamento dell’ex dirigente, che individua nei presunti sfruttatori i veri colpevoli, qualora le accuse venissero confermate.
Il punto centrale, secondo Moggi, è evitare generalizzazioni: non tutte le frequentazioni possono essere considerate automaticamente illecite. Tuttavia, laddove si configurino pressioni o imposizioni, si entra in un ambito penale che richiede accertamenti approfonditi.
In conclusione, l’ex dirigente invita a mantenere equilibrio nel racconto mediatico della vicenda, distinguendo tra curiosità, cronaca rosa e possibili reati, che devono essere verificati dalle autorità competenti.
