Slitta al 19 settembre il processo disciplinare al giudice di Cassazione Antonio Esposito, presidente del collegio della sezione feriale della Suprema Corte che, il primo agosto scorso, condanno’ in via definitiva Silvio Berlusconi a 4 anni per frode fiscale nell’ambito del procedimento Mediaset. Si tratta del quarto rinvio del processo per Esposito davanti al ‘tribunale delle toghe’: il giudice non si e’ presentato a Palazzo dei Marescialli, ma ha inviato un certificato medico in cui si attesta il suo ricovero d’urgenza in clinica.
Esposito e’ incolpato di aver violato il dovere di “riserbo e correttezza” con l’intervista che rilascio’ al quotidiano “Il Mattino” pochi giorni dopo la sentenza Mediaset, ben prima del deposito delle motivazioni del verdetto. La sezione disciplinare del Csm, presieduta dal vicepresidente Michele Vietti, ha aperto l’udienza rilevando l’assenza di Esposito e del suo difensore, il consigliere di Cassazione Piercamillo Davigo; e’ stato dunque nominato un difensore d’ufficio, Gabriele Fiorentino, magistrato dell’ufficio studi del Csm. Il tribunale delle toghe ha ritenuto “insufficiente” la documentazione medica presentata da Esposito per dichiarare un “assoluto impedimento a comparire”, quindi ha disposto l’avvio del processo, come sollecitato anche dal sostituto pg di Cassazione Carlo Destro. Il difensore d’ufficio, pero’, ha ribadito la necessita’ di un rinvio, al fine di poter leggere e studiare le carte a difesa dell’incolpato. A quel punto la sezione disciplinare ha rinviato il processo alla prima seduta utile, quella del 19 settembre, dato che dall’1 agosto al 15 settembre vi e’ la sospensione feriale, e quella di oggi era l’ultima seduta della disciplinare in programma prima della pausa estiva. Il ‘tribunale delle toghe’, in camera di consiglio, ha anche respinto l’istanza di ricusazione di due consiglieri che fanno parte del collegio disciplinare, Annibale Marini e Francesco Vigorito, avanzata da Esposito. Secondo il giudice di Cassazione, infatti, Marini e Vigorito non potevano far parte del collegio disciplinare chiamato a giudicarlo perche’ componenti della prima commissione che, sul suo caso, aveva gia’ avviato una pratica, poi archiviata proprio per la sussistenza di profili disciplinari. Impossibile dire, al momento, se il 19 settembre, a ‘processare’ Esposito sara’ questa sezione disciplinare e non la nuova che sara’ nominata dopo l’avvio della prossima consiliatura: se, infatti, appare ormai certa una proroga dell’attuale Csm, dato che il Parlamento non ha ancora eletto i consiglieri laici, non si sa ancora fino a quando si prolunghera’ l’attesa per l’insediamento del nuovo Consiglio.

