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Ex Ilva, operaio si lancia da un escavatore per fuggire alle fiamme. I sindacati: “Serve chiarezza su sicurezza e manutenzione”

Fim, Fiom, Uilm e Usb sollecitano un tavolo con Acciaierie d’Italia dopo il ferimento di un operaio a Taranto. Il lavoratore sarebbe caduto mentre fuggiva da un escavatore in fiamme. Nel mirino anche la manutenzione dei mezzi e la sorveglianza sanitaria.

Ex Ilva, operaio si lancia da un escavatore per fuggire alle fiamme. I sindacati: “Serve chiarezza su sicurezza e manutenzione”

Ex Ilva, sindacati chiedono l’avvio di un’indagine dopo l’incidente dell’operaio: “Serve chiarezza su sicurezza e manutenzione dei mezzi”

Un tavolo di confronto e l’avvio di un’indagine congiunta per l’analisi delle cause dell’incidente. È la richiesta avanzata dalle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb ad Acciaierie d’Italia, ex Ilva, dopo l’infortunio avvenuto nella notte nello stabilimento siderurgico di Taranto che ha coinvolto un operaio dipendente dell’azienda, rimasto ferito. Secondo quanto riferito dai sindacati, il lavoratore avrebbe riportato fratture multiple a seguito di una caduta mentre tentava di abbandonare un escavatore interessato da un principio di incendio. L’episodio si sarebbe verificato nell’area Grf, la Gestione rottami ferrosi, dove il rogo è poi stato domato dai vigili del fuoco interni allo stabilimento.

Le organizzazioni sindacali sottolineano come la dinamica evidenzi una “situazione di imminente pericolo per l’incolumità del lavoratore” e chiedono all’azienda di chiarire nel dettaglio le condizioni operative del mezzo coinvolto. In particolare, le sigle richiedono la trasmissione della documentazione tecnica e di sicurezza dell’escavatore, inclusi il libretto d’uso e manutenzione e il registro degli interventi ordinari e straordinari, con verifica delle scadenze e degli ultimi controlli sugli impianti elettrici e idraulici. Tra le richieste figura anche la verifica della presenza e dell’efficienza dei sistemi antincendio a bordo del mezzo, compresi estintori e impianti fissi, oltre allo stato di carica e alla loro idoneità.

Parallelamente alla dinamica dell’incidente, i sindacati sollevano un ulteriore problema relativo alla sorveglianza sanitaria. Secondo quanto denunciato, da un periodo prolungato non verrebbero effettuati gli esami radiografici nello stabilimento. Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono quindi chiarimenti sulle motivazioni della sospensione, sulle tempistiche per il ripristino del servizio e sulle modalità alternative adottate per garantire gli accertamenti previsti dal protocollo sanitario aziendale. La richiesta è finalizzata, sottolineano le sigle, a verificare il rispetto delle condizioni di tutela della salute dei lavoratori e la piena applicazione delle misure di prevenzione previste.

“L’incidente – ha spiegato all’ AGI Vincenzo Laneve, coordinatore di fabbrica Fim Cisl – è accaduto nel reparto Gestione rottami ferrosi intorno alle 3 della scorsa notte ed ha coinvolto un operaio dipendente di Acciaierie d’Italia. In base a quanto abbiamo appreso, ci sarebbe stato un principio di incendio sull’escavatore che stava manovrando il lavoratore, principio di incendio causato da un problema alla batteria. Alla vista delle fiamme, il lavoratore si è lanciato dal mezzo e nella caduta avrebbe riportato alcune fratture. Stiamo già chiedendo all’azienda un incontro per capire la dinamica dell’incidente e avere la ricostruzione dell’accaduto”. Tutta l’area a caldo del siderurgico è attualmente sotto sequestro con facoltà d’uso a seguito dell’intervento della Magistratura di luglio 2012 per i reati ambientali contestati alla fabbrica. 

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