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Bordighera, la sorellina della piccola Beatrice: “Vomitava e perdeva sangue dal naso, la testa cadeva in avanti. Nessuno ha chiamato i soccorsi”

Agli atti dell’inchiesta sulla morte della bimba di due anni il racconto della sorella maggiore, che descrive ore di violenze e mancati soccorsi.

Bordighera, la sorellina della piccola Beatrice: “Vomitava e perdeva sangue dal naso, la testa cadeva in avanti. Nessuno ha chiamato i soccorsi”

Beatrice morta a Bordighera, la sorellina: “Gridava e vomitava, le tenevi su la testa ma cadeva in avanti. I soccorsi mai chiamati”

Emergono nuovi e drammatici dettagli nell’inchiesta sulla morte di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio nella casa di Bordighera in cui viveva con la madre e le due sorelline. Dopo l’arresto della donna, nelle scorse ore è stato fermato anche il compagno, Manuel Iannuzzi, con l’accusa di maltrattamenti aggravati e continuati. Agli atti dell’indagine c’è ora anche la testimonianza della sorella maggiore della piccola, 9 anni, un racconto che ha contribuito a ricostruire le ultime ore di vita della bambina e il contesto in cui sarebbe maturata la tragedia.

“Più la tenevi su e più la testa cadeva in avanti. Aveva tutto il corpo viola e le labbra viola. Già lì stava molto male”, ha riferito la bambina agli investigatori, descrivendo una condizione di grave sofferenza già nei giorni precedenti al decesso. Secondo quanto riportato negli atti, già dal 7 febbraio, mentre si trovavano a Perinaldo nell’abitazione del compagno della madre, Beatrice avrebbe manifestato segni evidenti di malessere. La sorella racconta di averla sentita urlare e di averla vista vomitare più volte, senza che venisse richiesto alcun intervento medico. La mattina successiva, sempre secondo la testimonianza, il compagno della madre avrebbe portato la piccola in bagno mentre si udivano urla e richiami a stare zitta. Quando le sorelle sarebbero entrate nella stanza, la bambina avrebbe avuto sangue dal naso e condizioni generali critiche, fino a risultare quasi incosciente. Nel corso della giornata la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata. La sorella riferisce che Beatrice “sputava carne” durante alcune manovre e che presentava una ferita al mento. Nonostante le condizioni, non sarebbe stato allertato il 118.

Il giorno del decesso, la bambina di 9 anni racconta di essere stata svegliata con la frase: “Non andate a scuola perché è successo un casino”. Poco dopo Beatrice sarebbe stata caricata in auto avvolta in una coperta rossa, con il volto non visibile. Durante il tragitto, madre e compagno avrebbero intimato alle bambine di non raccontare quanto accaduto. Quando i soccorsi sono arrivati nell’abitazione di Bordighera, la piccola era già morta da diverse ore.

La madre e il compagno risultano ora al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia. La donna è accusata non solo di maltrattamenti, ma anche di aver assistito alle violenze senza intervenire e di aver omesso di chiedere aiuto. Secondo gli atti, la madre avrebbe fornito più versioni contrastanti sulla dinamica dei fatti, inizialmente parlando di una caduta avvenuta due giorni prima e successivamente modificando il proprio racconto. Gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato sul corpo della bambina lesioni e segni compatibili con violenze, oltre a una rigidità cadaverica già in atto al momento dell’arrivo dei soccorsi. Le indagini proseguono per chiarire la sequenza esatta degli eventi e il ruolo dei due indagati in una vicenda che gli inquirenti descrivono come caratterizzata da gravi omissioni e possibili reiterate condotte di maltrattamento.

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