Il fondatore di Palantir cancellato dal festival culturale Wiener Festwochen: avrebbe dovuto tenere un dibattito sull’Anticristo
Il prestigioso festival culturale Wiener Festwochen di Vienna ha annullato l’invito rivolto a Peter Thiel, imprenditore statunitense e fondatore di Palantir, che il prossimo 7 giugno avrebbe dovuto partecipare a un dibattito dedicato alla figura dell’Anticristo. L’incontro prevedeva un confronto tra Thiel e il teologo austriaco Wolfgang Palaver su un tema che il magnate della Silicon Valley ha più volte affrontato pubblicamente, sostenendo che la figura dell’Anticristo possa oggi essere incarnata da organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite o da esponenti dell’attivismo globale, tra cui Greta Thunberg.
La decisione di cancellare l’evento è stata annunciata dalla direzione del festival dopo settimane di discussioni e polemiche. Il direttore del Wiener Festwochen, Milo Rau, ha spiegato che inizialmente l’organizzazione era orientata a confermare la partecipazione di Thiel, ritenendo che una società democratica debba essere in grado di confrontarsi anche con posizioni controverse. “La nostra società deve essere abbastanza forte da confrontarsi con voci controverse, estremiste, antidemocratiche o anticostituzionali e contribuire a smascherarle e contrastarle”, ha dichiarato Rau.
Tuttavia, il crescente numero di critiche e la decisione di alcuni partecipanti al programma artistico di ritirarsi per ragioni politiche ed etiche hanno spinto gli organizzatori a rivedere la propria posizione. Insieme al responsabile culturale Artemos Vakianis, Rau ha quindi deciso di annullare l’invito, sostenendo che mantenere l’evento avrebbe finito per compromettere il festival.
Peter Thiel è considerato una delle figure più influenti della Silicon Valley. Attraverso Palantir ha costruito un colosso specializzato nell’analisi dei dati e nei sistemi utilizzati anche in ambito governativo e della sicurezza. Sul piano politico è noto per il suo sostegno al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al vicepresidente JD Vance, oltre che per le sue posizioni vicine agli ambienti conservatori e della destra americana. Negli ultimi giorni è inoltre emerso che l’imprenditore si sarebbe trasferito in Argentina, dove intrattiene rapporti con il presidente Javier Milei. La sua presenza al festival viennese aveva acceso un ampio dibattito sul confine tra libertà di espressione, responsabilità culturale e opportunità di offrire spazio pubblico a personalità considerate divisive.

