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Baby gang armata semina il panico nel centro di Roma: quattro giovani fermati dai Carabinieri

I presunti responsabili avrebbero messo a segno una serie di rapine aggravate ai danni di passanti nel centro storico, minacciandoli con pugnali e una pistola ad aria compressa.

Baby gang armata semina il panico nel centro di Roma: quattro giovani fermati dai Carabinieri

Roma, carabinieri fermano una baby gang di rapinatori seriali: vittime minacciate con pugnali e pistola ad aria compressa

Quattro giovani sono stati fermati dai Carabinieri con l’accusa di aver compiuto una serie di rapine aggravate nel centro storico di Roma. L’operazione è stata condotta dai militari della 2ª Sezione del Nucleo Radiomobile e della Stazione Carabinieri di piazza Farnese, con il coordinamento della Centrale operativa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe colpito diversi passanti in rapida successione nelle zone centrali della Capitale, minacciando le vittime con grossi pugnali e con una pistola modello semiautomatico ad aria compressa. I giovani si sarebbero impossessati di telefoni cellulari e di uno smartwatch, per poi tentare di allontanarsi.

Decisiva per l’individuazione dei presunti responsabili è stata la tempestiva attività di ricerca avviata dai Carabinieri. Grazie alla geolocalizzazione di uno dei dispositivi sottratti, le pattuglie sono riuscite a intercettare il gruppo in tempi rapidi, recuperando sia le armi utilizzate durante le rapine sia l’intera refurtiva, successivamente restituita ai legittimi proprietari. Dopo l’arresto, i maggiorenni sono stati accompagnati presso il Tribunale di Roma per il giudizio direttissimo. Al termine dell’udienza è stata applicata nei loro confronti la misura dell’obbligo di firma. I minori coinvolti sono stati invece affidati al Centro di prima accoglienza, come disposto dall’autorità giudiziaria.

L’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno delle baby gang, sempre più al centro del dibattito sulla sicurezza urbana. “Il fenomeno delle baby gang, sempre più sotto osservazione sul piano sociale e operativo – sottolinea Carmine Caforio, segretario generale Usmia – evidenzia l’urgente necessità di procedere al ripianamento degli organici dei reparti territoriali dell’Arma, primi interlocutori chiamati a garantire risposta e soccorso immediato al cittadino”. Per Caforio, l’operazione rappresenta una dimostrazione concreta dell’importanza del presidio territoriale garantito dall’Arma. “L’episodio dimostra quanto il presidio del territorio assicurato dalle Stazioni Carabinieri, la prontezza operativa delle pattuglie del Radiomobile e il coordinamento della Centrale operativa rappresentino un baluardo imprescindibile per la sicurezza dei cittadini. Servono investimenti concreti sugli organici e sulle risorse affinché la sicurezza diventi una priorità stabile dell’agenda politica nazionale. Investire nella sicurezza significa investire nel futuro del Paese”.

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