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Famiglia nel bosco, italiani divisi sull’allontanamento dei figli: per due su tre il caso è stato strumentalizzato dalla politica. Il sondaggio

Il sondaggio Lab21 per Affaritaliani.it mostra un Paese spaccato sulla scelta dei giudici. Sulle intenzioni di voto, FdI resta primo partito al 29,7%.

Famiglia nel bosco, italiani divisi sull’allontanamento dei figli: per due su tre il caso è stato strumentalizzato dalla politica. Il sondaggio

Il sondaggio Lab21 per Affaritaliani mostra un paese spaccato sulla scelta dei giudici

Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” continua a spaccare l’opinione pubblica e ad alimentare un dibattito che va ben oltre la singola vicenda. Il nuovo sondaggio Lab21 per affaritaliani mostra un paese tutt’altro che compatto sulla decisione dei giudici di allontanare i figli dal nucleo familiare. Il quadro che emerge non restituisce una posizione unanime né un orientamento netto e condiviso: prevalgono piuttosto sfumature diverse e letture contrastanti su quanto accaduto.

Il dato più evidente, è che la frattura non si ferma al piano giudiziario. Quando si passa dal merito della decisione dei magistrati al modo in cui il caso è stato raccontato e usato nello spazio pubblico, il giudizio degli italiani diventa molto più definito. Per una larga maggioranza, infatti, la vicenda è stata strumentalizzata dal mondo dei partiti.

Famiglia nel bosco, italiani divisi sull’allontanamento dei figli: per due su tre il caso è stato strumentalizzato dalla politica. Il sondaggio

Il giudizio degli italiani sull’allontanamento dei figli dalla famiglia

Alla domanda “Nel caso della cosiddetta «Famiglia nel bosco», lei ritiene che i giudici abbiano fatto bene ad allontanare i figli dal nucleo familiare?”, la risposta più scelta è “Sì, decisione corretta e necessaria”, indicata dal 35,4% degli intervistati. È il dato più alto e rappresenta l’orientamento prevalente emerso dalla rilevazione, ma non basta da solo a chiudere la discussione né a restituire l’idea di un’opinione pubblica compatta.

Emerge anche un’area molto consistente di italiani che, pur senza escludere la necessità di un intervento, esprime dubbi sulle forme e sui modi con cui si è arrivati all’allontanamento. Il 22,8% ritiene che si sarebbe potuto intervenire senza arrivare alla separazione dei figli dal nucleo familiare, mentre il 19,1% dice sì alla decisione ma contesta le modalità di esecuzione. Il 15,6% la giudica del tutto sbagliata. Il 7,1% non sa o preferisce non rispondere.

La fotografia è chiara: la linea dei magistrati raccoglie il gruppo più numeroso, ma una fetta molto ampia del campione mette in discussione almeno una parte della gestione del caso. Il dato, racconta un paese diviso, in cui prevale sì la convinzione che l’intervento fosse corretto, ma senza che questo si traduca in un’adesione piena e senza riserve. Non c’è una bocciatura secca dei giudici, ma non c’è neppure un consenso pieno.

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La tutela dell’interesse dei bambini: italiani indecisi sulla gestione del caso

Più delicata ancora la risposta sul nodo centrale della vicenda, cioè la tutela dell’interesse dei bambini. È su questo tema che il sondaggio restituisce un quadro meno netto e più problematico, perché tocca il punto più sensibile dell’intera storia.

Alla domanda “A suo avviso, in questa vicenda l’interesse dei bambini è stato realmente tutelato dalle istituzioni coinvolte?”, la voce più indicata è “No, è stato tutelato poco”, scelta dal 27,6% degli intervistati. Questo basta a mostrare come nella percezione di una parte rilevante dell’opinione pubblica restino dubbi forti sull’effettiva capacità delle istituzioni di proteggere davvero i minori coinvolti.

Il 21,3% ritiene invece che l’interesse dei bambini sia stato pienamente tutelato, mentre il 14,2% spinge il giudizio ancora più in là e parla di interesse gravemente compromesso. L’8,5% non si esprime. Anche su questo fronte, dunque, prevale più l’idea di una tutela insufficiente che quella di una gestione davvero convincente.

Il dato racconta una diffidenza che non si scarica soltanto sulla decisione finale, ma investe anche il modo in cui la vicenda è stata affrontata dalle istituzioni chiamate a intervenire. Non emerge una condanna unanime, ma neppure una promozione piena. Resta soprattutto la sensazione, diffusa, che su un tema così delicato molti italiani non vedano una tutela all’altezza della gravità del caso.

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Il peso della politica sulla vicenda

Il dato politicamente più pesante arriva però con il terzo quesito, quello che sposta il focus sul modo in cui è stata raccontata, usata e rilanciata nello spazio pubblico. È qui che il sondaggio restituisce il quadro più netto, perché sul tema della politicizzazione del caso le opinioni appaiono molto più definite rispetto ad altri passaggi della rilevazione.

Alla domanda sull’eventuale strumentalizzazione politica del caso, il 43,6% degli italiani ritiene che il caso della “famiglia nel bosco” sia stato “molto strumentalizzato” dal mondo politico. Un altro 22,3% lo definisce “abbastanza strumentalizzato”. Significa che quasi due intervistati su tre leggono la vicenda come un caso trascinato dentro lo scontro pubblico, ben oltre i suoi confini giudiziari e umani.

Il 13,8% parla di poca strumentalizzazione e il 12,7% esclude del tutto questa chiave di lettura. I non risponde sono il 7,6%. Il dato è eloquente, perché mostra come la percezione prevalente non sia quella di un confronto pubblico nato solo dall’interesse per la vicenda, ma piuttosto quella di una storia diventata terreno di battaglia politica.

È proprio questo uno degli elementi più solidi emersi dal sondaggio. Se sulle scelte dei giudici e sulla tutela dei minori gli italiani si dividono, sulla sensazione che il caso sia stato trascinato dentro una dinamica di scontro tra partiti il quadro appare molto più compatto.

Famiglia nel bosco, italiani divisi sull’allontanamento dei figli: per due su tre il caso è stato strumentalizzato dalla politica. Il sondaggio

Le intenzioni di voto

Il sondaggio fotografa anche le intenzioni di voto. Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 29,7%. Seguono il Partito democratico al 20,2% e il Movimento 5 Stelle al 13,6%. La Lega è all’8,1%, Forza Italia al 7,9%, Alleanza Verdi Sinistra al 6%. Tra le altre forze, Azione è al 3,2%, Futuro Nazionale al 3%, Italia Viva al 2,6%, Più Europa al 2%, Sud Chiama Nord all’1,5%, mentre gli altri partiti nel complesso valgono l’1,5%. Nel quadro delle coalizioni, il centrodestra arriva al 49,4% e il centrosinistra al 39,8%.

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