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Cronache

La fecondazione eterologa è nelle ultime settimane, oggetto di un acceso dibattito nel nostro Paese. Tutte le Regioni si stanno attrezzando per offrirla ai cittadini, seppure con diversi livelli di tariffazione.
Ma sul fatto in sé di ammettere la fecondazione eterologa si rilevano tra gli opinionisti ancora pareri discordi. Cosa ne pensano gli ita-liani?
I nostri concittadini sono, per la maggior parte, d’accordo (59%) con la possibilità di praticare la fecondazione eterologa, anche se vi è una quota significativa (29%) di contrari, presenti specialmente tra le casalinghe e le persone più anziane, ove l’avversità a questa pratica è maggioritaria (54%). Tuttavia, solo l’8% ritiene drastica-mente che la fecondazione eterologa non dovrebbe essere consenti-ta per legge. La maggior parte dei contrari giudica questo orienta-mento come una posizione personale e tende a ritenere che la que-stione non debba essere regolata dalla legge, ma che “ognuno deve decidere per sé”.
Sono invece nettamente più favorevoli alla fecondazione eterologa i più giovani, specie coloro che hanno meno di 35 anni. Ancora, danno un parere maggiormente positivo i laureati e coloro che dispon-gono di un reddito più alto.

Non tutti i favorevoli alla fecondazione eterologa, però ritengono che la praticherebbero personalmente in caso di infertilità propria o del proprio partner. In particolare, lo farebbe il 38% degli italiani, con una maggiore diffusione, ancora una volta, tra i più giovani, tra i maschi e tra i laureati. Non vi sono invece al riguardo differenze relative alla zona territoriale in cui si risiede.

Abbiamo voluto approfondire le problematiche toccate dalla fecon-dazione eterologa, affrontando le due questioni maggiormente in discussione in questi giorni: l’entità del ticket e la possibilità di rin-tracciare il genitore biologico.
Riguardo alla prima, c’è da notare che una quota consistente di ita-liani (54%) ritiene che non si dovrebbe pagare il ticket per questo tipo di intervento sanitario, in quanto esso dovrebbe essere intera-mente a carico di chi ne usufruisce. Come era prevedibile, è di que-sto parere in misura maggiore chi risulta in generale contrario alla pratica della fecondazione eterologa.
Ma se ticket vi deve essere, esso dovrebbe risultare contenuto, at-torno ai 500 euro: lo pensano due italiani su tre, specie i giovani e, naturalmente, i favorevoli alla fecondazione eterologa, con una ul-teriore accentuazione tra chi afferma che la praticherebbe anche all’interno della propria coppia.

Anche sul diritto di conoscere il genitore biologico per i nati grazie alla fecondazione eterologa, la maggioranza degli italiani esprime un accordo. Si tratta però di una maggioranza relativamente conte-nuta (57%), con ben il 34% di contrari. Sulla questione, si manife-stano dunque diffuse perplessità. Tanto che una percentuale ancora superiore (64%) di italiani afferma che la possibilità di rintracciare il genitore biologico deve essere limitata ai casi in cui insorgano ma-lattie genetiche.
Insomma, una questione controversa, che vede tuttavia l’accordo della maggioranza degli italiani.

Nota metodologica
Sondaggio ISPO Ricerche S.r.l.; Campione rappresentativo della popolazione italiana maggio-renne; Estensione territoriale: nazionale; Metodo: CAWI; Casi: 800; Data di rilevazione: 26 settembre 2014.
La documentazione completa è disponibile sul sito www.agcom.it

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fecondazione eterologa
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