Carissimo Direttore,
questa notizia, che in poche ore sta facendo il giro del mondo, ha generato in me sbigottimento, stupore, incredulità e scetticismo, Alludo, chiaramente, alla decisione della Corte Costituzionale che, con un verdetto preso a larga maggioranza(dieci contro cinque), ha bocciato il decreto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40 del 2004. Tradotto: le coppie non fertili potranno fare ricorso anche in Italia a un donatore esterno di ovuli o di spermatozoi. La sentenza, a dire il vero, avrà valore solo tra qualche settimana, quando il giudice Giuseppe Tesauro avrà scritto e depositato le motivazioni di una bocciatura basata sulla violazione del principio di ragionevolezza(art.3 della Costituzione). Per me, tout-court, uomo della strada e gran timorato di Dio, non è affatto una conquista dell’ingegneria genetica o ingegneria riproduttiva che dir si voglia.
Era da un pezzo ormai, e ad intervalli quasi regolari, che continuavamo ad assistere televisivamente e giornalisticamente ad immagini sconvolgenti di procreazioni asettiche, avulse dalla sessualità. E’ arrivato il momento, dopo questa sentenza shock, di porre il fermo a questo gravissimo oltraggio alla scienza vera, quella pura, pulita. Si al progresso scientifico, quello consentito dalle leggi biologiche, ma un secco rifiuto a ciò che si contrappone alla biologia naturale e soprattutto alla fede cristiana a cui è legato il grande sogno: la maternità con il suo concepimento originale: evento spettacolare della natura, di bellezza divina, di eccezionale suggestione e di grande poesia. Il desiderio di questi”manipolatori” non deve assolutamente diventare un diritto! Questi sconcertanti fatti non fanno altro che esacerbare la già lacerante ferita tra la scienza medica e la religione. Gridiamo, quindi, il nostro no di rabbia, di protesta a questi programmatori delle nascite artificiali, “distruttori” del più bel dono della vita, del più grande miracolo della natura, proveniente da Dio che, di fronte a tante oscenità, si sentirà certamente offeso e vilipeso per questi “marchingegni”. Non si rendono conto questi “mostri” della Scienza dei vari problemi che i loro “meccanismi” innescano: quelli di riconoscimento giuridico del figlio, per non parlare poi di quelli di ordine etico-morale.
Ritorniamo, perciò, alla poesia della maternità spontanea, la quale deve essere vissuta a stretto rapporto con l’imprevedibilità ed il “mistero” della vita(fermo restando, ovviamente, che ogni progresso genuino della scienza faccia il suo corso, salvaguardando e “aiutando” la coppia ed il nascituro), più di quanto non pensino o credano questi stregoni ed in incoscienti trasformatori della genetica, che calpestano e gettano nello sconforto totale e smarrimento qualsiasi coppia che vuole costruire, con amore celestiale e attaccamento fisico, il proprio”nido” per il futuro figlio. Ridiamo, pertanto, rispetto alla dignità umana e auspichiamoci, nel contempo, che il Signore illumini ogni creatura che viene al mondo, della stessa luce del Suo volto; che i pensieri di questi “pseudo-luminari”siano sempre conformi alla Sua sapienza; che si dimostrino resipiscenti del bieco cammino intrapreso e si riportino sul sentiero della ragionevolezza(non quella indicata dai giudici) e della moralità. Quanto sopra, soprattutto, per il bene dell’intera umanità. Ringrazio per la cortese ospitalità e porgo molti cordiali saluti.
Franco Petraglia
