Ha chiesto denaro al padre di un aspirante allievo per ‘facilitare’ il superamento degli esami di ammissione al corso per marescialli della Guardia di finanza e ha anche promesso ‘favori’ a due imprenditori in cambio di favori e regali. Per questo un sottufficiale delle Fiamme gialle di Napoli e’ stato arrestato insieme ad altre 4 persone su mandato del gip di Napoli che ha concesso a tre indagati il beneficio dei domiciliari. La vicenda degli ‘esami facili’ era emersa in un servizio televisivo. Il maresciallo capo in servizio al Gico partenopeo, ha chiesto al padre di un ragazzo insieme a un ex appartenente al corpo, Ciro Del Giudice, anche lui destinatario di misura cautelare, prima 55mila euro, poi se ne e’ fatti consegnare 40mila.
In cambio, la promessa di un suo intervento sulla commissione del concorso pubblico per assicurare un posto nel corso al ragazzo. Per il gip di Napoli, il padre e il ragazzo cedendo alla richiesta dei due hanno avuto un comportamento “fortemente censurabile sul piano etico e deontologico”, anche se rimangono “giuridicamente qualificati come soggetti danneggiati dalla condotta degli autori del reato”. L’altra vicenda contestata e’ quella di un caso di corruzione che lo vede in concorso con i fratelli Salvatore e Andrea D’Emilio, imprenditori del settore della vigilanza privata, con cui aveva stretto un patto che lo vedeva mettere al loro servizio le possibilita’ offerte dal suo ruolo in cambio di denaro e regali, tra cui un contratto di lavoro per i suoi fratelli. I D’Emilio, del resto, un patto simile lo avevano anche con un dipendente della Scuola nazionale di Amministrazione di Caserta, Nicola Guarino, anche lui arrestato, che ha rivelato informazioni non divulgabili in cambio dell’assunzione con trattamento di favore del figlio nelle societa’ dei due fratelli. I reati contestati a vario titolo ai cinque sono quelli di millantato credito, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

