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Firenze, le prime fioriere anti-terrorismo

L’assessore Gianassi: “Barriere che rispondono a criteri di sicurezza e sono esteticamente compatibili con la bellezza della nostra città”

Firenze sotto protezione contro il pericolo del terrorismo. Ieri sono comparse le prime quattro fioriere antisfondamento in via Martelli, arteria centrale nei percorsi dei turisti che da San Lorenzo raggiungono a piedi piazza San Giovanni per visitare Duomo e Battistero. A seguito dell’attentato perpetuato dai fanatici dell’Isis a Barcellona, con modalità tristemente analoghe agli attacchi sulla folla di Nizza della scorsa estate, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito d’urgenza in prefettura, ha deciso l’installazione di una cinquantina di fioriere, manufatti e soluzioni di arredo urbano nelle aree di maggiore concentrazione ed interesse pubblico.

Le fioriere di via Martelli sono in terracotta, del peso di circa una tonnellata ciascuna, con composizioni verdi all’interno. Sono state posizionate di traverso ed in ordine sfalsato, in modo non da non ostruire il passaggio a mezzi autorizzati e di soccorso, ma da farlo necessariamente rallentare. Nei prossimi giorni analoghi interventi avverranno lungo tutta via Calzaiuoli, dove saranno messe una dozzina di fioriere, e San Lorenzo. Per non blindare esteticamente le vie del centro storico, che ha una forte valenza artistica anche a livello urbanistico, saranno rinforzate le catene in via de’ Cerretani, tra la piazza del Duomo e la stazione di Santa Maria Novella, e piazza Santa Croce.

L’assessore comunale alla sicurezza, Federico Gianassi, ha voluto sottolineare come “a meno di 24 ore dalla decisione del Comitato, il Comune di Firenze ha già risposto con queste prime istallazioni: non cemento o new jersey, ma barriere ugualmente efficaci e che rispondono ai canoni estetici della città. Siamo ancora in una fase provvisoria, presto saremo pronti con ulteriori interventi, studiando soluzioni di alta qualità con fiori e piante, come merita la nostra città, anche sull’esempio di come si stanno organizzando altre realtà europee”.