Fondazione Nidi Fioriti porta in tutta Italia il Festival dedicato all’infanzia e alla comunità educante
Fondazione Nidi Fioriti promuove il Festival di Nidi Fioriti, un progetto culturale itinerante che attraversa diverse città italiane con l’obiettivo di riportare al centro il tema dell’infanzia e il ruolo della comunità educante. L’iniziativa, ideata dall’ente del terzo settore attivo nell’ambito dello sviluppo educativo, sociale e culturale dei primi anni di vita, nasce come spazio di confronto tra famiglie, professionisti dell’infanzia, istituzioni e territori, favorendo la costruzione di relazioni e reti capaci di sostenere concretamente la crescita dei bambini e il benessere delle famiglie.
Attraverso un programma che unisce laboratori, incontri, conferenze, attività esperienziali e momenti di ascolto, il Festival affronta alcune delle principali sfide legate alla genitorialità contemporanea, alla crescita nei primi anni di vita e alla qualità delle relazioni familiari, creando occasioni di dialogo e condivisione di competenze tra cittadini ed esperti. Dopo il successo della precedente edizione, che ha registrato oltre 4.000 partecipanti, il Festival si sviluppa nel 2026 con un format diffuso e itinerante. Il calendario prenderà il via a Milano il 23 e 24 maggio, per poi proseguire a Seregno il 20 e 21 giugno, a Genova il 26 e 27 settembre e infine a Brescia il 17 e 18 ottobre.
Ogni appuntamento è progettato per dialogare con il territorio che lo ospita, valorizzando le competenze locali e attivando collaborazioni con le realtà presenti. In questo modo il Festival si configura come una piattaforma culturale e sociale capace di produrre un impatto concreto nei diversi contesti urbani e comunitari, mantenendo una visione comune: promuovere un’idea di infanzia di qualità come fondamento di una società più consapevole ed equa.
Al centro del progetto trovano spazio temi come la genitorialità, la salute e la prevenzione, l’educazione nei primi anni di vita e il benessere relazionale. Il programma alterna momenti di approfondimento teorico guidati da professionisti ed esperti ad attività pratiche e laboratori partecipativi, con particolare attenzione anche ai bambini, attraverso esperienze pensate per stimolare creatività, scoperta e relazione.
Tra gli appuntamenti principali dell’edizione milanese figurano conferenze dedicate ai temi più attuali della genitorialità. In uno degli incontri, Francesco Billari, demografo e rettore della Università Bocconi, proporrà una riflessione sul rapporto tra desiderio di genitorialità, condizioni materiali e qualità dei contesti di crescita, analizzando come oggi la scelta di avere figli si inserisca in un equilibrio complesso tra fattori personali e sociali.
Nel programma trovano inoltre spazio le live session del podcast “Grembo, racconti di pancia”, progetto realizzato dalla Fondazione Nidi Fioriti e curato da Anna Acquistapace, Program Director della Fondazione. Il podcast nasce con l’intento di creare uno spazio autentico e intimo in cui condividere e raccontare esperienze di maternità e paternità.
“Il Festival di Nidi Fioriti non è solo un evento, ma un atto pubblico di responsabilità“, spiega Martino Cortese, founder e presidente della Fondazione Nidi Fioriti. “In una società che corre, scegliamo di fermarci sull’infanzia per ricordare che i primi anni di vita sono un’infrastruttura essenziale del nostro futuro collettivo. Come Fondazione lavoriamo ogni giorno perché l’accesso ai servizi educativi 0–6 sia gratuito, universale e di qualità, contrastando le disuguaglianze fin dall’origine. Il Festival è il luogo in cui questa visione si fa concreta: attraverso le esperienze delle famiglie, il lavoro dei professionisti e il dialogo con le istituzioni, coltiviamo alleanze e rendiamo visibile un’idea di società che cresce partendo dai più piccoli“.
Il Festival si presenta così come un vero e proprio “villaggio temporaneo dell’infanzia”, uno spazio condiviso in cui la cura diventa esperienza collettiva e occasione di incontro tra famiglie, professionisti e istituzioni. Un progetto che interpreta l’infanzia non come una questione privata, ma come una responsabilità comune e una leva strategica per costruire il futuro della società.

