Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Food delivery, Rider in piazza in oltre 30 città italiane. La Cgil: “Stop a turni estenuanti per 4 euro l’ora. Servono contratti stabili e maggiori garanzie su salute e sicurezza”

Food delivery, Rider in piazza in oltre 30 città italiane. La Cgil: “Stop a turni estenuanti per 4 euro l’ora. Servono contratti stabili e maggiori garanzie su salute e sicurezza”

Da Roma a Milano, passando per Napoli, Palermo, Bologna e Firenze: i rider in piazza per chiedere condizioni di lavoro più eque e contratti regolari

Food delivery, Rider in piazza in oltre 30 città italiane. La Cgil: “Stop a turni estenuanti per 4 euro l’ora. Servono contratti stabili e maggiori garanzie su salute e sicurezza”

10 ore al giorno, 6 giorni su 7, per 4 euro l’ora: i rider di Glovo e Deliveroo scendono in piazza contro la precarietà e lo sfruttamento. La Cgil: “Contratti regolari e maggiori garanzie per riconoscere i loro diritti”

Oggi i lavoratori del food delivery di Glovo e Deliveroo scendono in piazza in oltre 30 città italiane, da Roma a Milano, passando per Napoli, Palermo, Bologna e Firenze, per chiedere condizioni di lavoro più eque e contratti regolari. La mobilitazione è promossa dalla Cgil, che denuncia uno sfruttamento diffuso nel settore. Dal presidio di Roma in piazza Re di Roma, Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil, ha evidenziato come per molti ciclofattorini il lavoro sulle piattaforme rappresenti l’unica fonte di reddito, con turni estenuanti che arrivano a 7-10 ore al giorno, 6-7 giorni a settimana, e più di otto consegne giornaliere nel 62% dei casi.

“Il compenso medio per consegna resta tra i 2 e i 4 euro, senza alcun riconoscimento delle attese o delle spese sostenute dai rider”, ha spiegato Re David. “Così oltre la metà dei lavoratori rifiuta consegne troppo poco remunerative. Serve urgentemente l’applicazione del contratto nazionale Merci e Logistica, con ferie, malattia, Tfr, tredicesima e quattordicesima, oltre a maggiori garanzie su salute e sicurezza”. La Cgil auspica che l’intervento della Procura di Milano porti le aziende del settore a negoziare con i rider, riconoscendo finalmente i loro diritti e mettendo fine a una situazione di sfruttamento che dura da troppo tempo.

La mobilitazione a Napoli

Anche a Napoli i rider sono scesi in piazza per chiedere un vero contratto e il riconoscimento come lavoratori dipendenti. “Come ha dimostrato la procura di Milano, questi lavoratori sono sfruttati e sottopagati: non hanno diritti, ferie o permessi e sono vittime dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania, intervenendo al presidio promosso insieme a Nidil, Filcams e Filt. “Noi ci battiamo per garantire loro dignità, dicendo no ai contratti di convenienza che li danneggiano e che restano fuori dai contratti nazionali come quello delle merci e logistica. Non si possono pagare 3-4 euro a consegna. Il contratto nazionale che chiediamo deve valere su tutto il territorio, consentendo ai rider di avere gli stessi diritti, a Napoli, Palermo o Milano”, ha aggiunto Ricci.

Al presidio partenopeo ha partecipato anche Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil. “È arrivato il momento di dare diritti e tutele ai rider di Glovo e Deliveroo. L’indagine della Procura di Milano conferma ciò che denunciamo da anni: questi lavoratori vengono sfruttati approfittando della loro condizione di bisogno. Un contratto regolare, come quello merci/logistica, prevede rimborsi chilometrici, lavoro notturno e domenicale, scatti di anzianità e uno stipendio superiore ai 2.000 euro al mese, con tredicesima e Tfr. Con i contratti attuali, i rider che lavorano dieci ore al giorno arrivano a circa 1.200 euro al mese. C’è ancora molto da fare”, ha concluso Turi.

Il presidio a Torino

A Torino, l’appuntamento è in via Verdi, davanti a una catena di ristorazione fast food, dove si alterneranno interventi di lavoratrici e lavoratori rider che porteranno in piazza testimonianze e rivendicazioni. La mobilitazione punta a chiedere, seguendo la scia delle altre città, l’aumento immediato delle paghe tramite il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con applicazione del Contratto nazionale Merci e Logistica e il riconoscimento dei diritti fondamentali, oltre che maggiori garanzie.

LEGGI TUTTE LE NEWS