Una nuova ricerca svela la correlazione statistica tra fracking (fratturazione idraulica) e sismi. Dati impressionanti: da un terremoto l’anno si è passati a una media di 44. Negli Usa è la conseguenza dell’estrazione di gas e petrolio
Secondo lo studio, pubblicato su Science, in Oklahoma sono bastati quattro impianti di fracking per dare vita a una reazione a catena che ha causato oltre 100 terremoti piccoli e medi in 5 anni. Il cosiddetto fracking, o fratturazione idraulica, è una particolare tecnica approntata negli scorsi anni per liberare il gas e il petrolio contenuti nelle rocce del sottosuolo.
Il fracking si avvale dell’utilizzo di potenti getti di liquidi che spezzano le rocce convogliando gas e petrolio in superficie in modo di produtte energia. Secondo la ricerca, questo procedimento produce dell’acqua di scarto che viene poi immessa nel terreno, causando l’aumento dell’attività sismica. I dati sull’aumento del terremoto sono impressionanti: dal 1976 al 2007, l’Oklahoma ogni anno aveva registrato un solo terremoto di magnitudo 3 o maggiore. Ma dal 2008 al 2013 i terremoti di quella magnitudo sono stati 44 ogni anno.
Lo studio, spiega Repubblica, sembra confermare che in zone di faglia non attive, il fracking possa dare l’impulso al sisma e aumentare numero e intensità dei terremoti. Ma le conclusioni dello studio non devono essere considerate definitive, perché secondo la Keranen mancano ancora dettagli sull’iniezione di liquidi.




















