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Papa Francesco-Mattarella, la verità sul faccia a faccia

UN MANDATO PER LA CHIESA ITALIANA RACCOLTO DALLA CEI

Tutti i temi e i problemi che affliggono il nostro Paese in questa fase storica e che i più pessimisti potrebbero definire col filosofo Rosmini “piaghe” sono stati trattati senza reticenze nell’incontro al Quirinale tra il Papa Francesco e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel discorsi ufficiali, pronunciati alla presenza di folte Delegazioni dell’una e dell’altra parte (esponenti del governo col presidente del Consiglio Gentiloni in testa, il ministro degli Esteri Angelino Alfano, la sottosegretaria Maria Elena Boschi da parte italiana, cardinali e vescovi da parte vaticana,col cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e il presidente della Cei cardinale Gualtiero Bassetti dall’altra). Disoccupazione, mancanza di lavoro, vero flagello per i giovani, immigrazione, povertà, i danni del recente terremoto, ma anche le minacce del terrorismo: ecco i temi sui quali è caduto l’accento. Tutti peraltro con riflessi internazionali. Il Papa ha dato atto all’Italia di fare molto per accogliere profughi e rifugiati (e ha ringraziato per questo) ma non ha omesso di sottolineare che ci deve essere il concorso di tutti gli altri Paesi europei. Tra Repubblica italiana e Santa Sede non esiste alcun tipo di contenzioso. Non ci sono ombre, ma piena collaborazione, nel reciproco rispetto. Con  questi sentimenti viene registrata la visita del Pontefice romano al Quirinale – è il quinto Papa che entra in quel Cortile, sale lo Scalone d’Onore ed è accolto nelle Sale dorate. Ma questa volta la visita ha assunto un aspetto originale, allegro, quasi fuori di ogni Protocollo, come è quasi sempre con Papa Francesco. Una parentesi familiare. Il presidente Mattarella ha fatto trovare al Papa una folta rappresentanza di ragazzini provenienti dai Paesi terremotati. Ad essi il Papa ha rivolto un caldo saluto e un breve discorso improvvisato, rievocando la vecchia canzone degli Alpini: “Sù, sù. Si può cadere ma importante è non rimanere caduti”.  Il Presidente corso nel colloquio privato  ha poi presentato al Papa i suoi tre figli e i quattro nipoti, con visibile emozione, tenendo anche conto che Mattarella è un cattolico militante e che il fratello Piersanti, ucciso dalla mafia, era stato presidente dell’Azione Cattolica. Di prammatica lo scambio del regali.

Da questo incontro a così alto livello la Chiesa italiana ha colto un segnale importante: quello di un rinnovato e più intenso mandato di ordine umano, religioso e sociale. In questo senso il cardinale Gualtiero Bassetti, appena da 20 giorni alla guida della Cei,  annuncia la prossima messa a punta di una “Agenda” di lavoro. Per lui l’incontro al Quirinale è stato “il battesimo migliore” per niziare il servizio come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. “Sono rimasto colpito – dice – dalla simmetria e complementarietà dei due discorsi a riprova di quanto, nella giusta distinzione delle rispettive competenze, ci sia uno spazio enorme di collaborazione cordiale e proficua per il bene del Paese”. In particolare, la fiducia e la stima che il Presidente della Repubblica ha espresso nei confronti della Chiesa italiana ci porta a continuare con rinnovato impegno la vicinanza delle nostre comunità cristiane alle famiglie, a chi cerca lavoro, a quanti sono stati provati dal terremoto, agli immigrati. Faccio mio lo sguardo con cui Papa Francesco ha invitato a trasformare le difficoltà in occasione di crescita e, quindi, di nuove opportunità.  Per questo conto molto sul cammino con i Vescovi italiani”. Il cardinale si dice convinto che “ soltanto insieme riusciremo a vivere davvero, secondo le parole del Santo Padre, le gioie e i dolori della nostra gente, cercando di alleviarne le sofferenze, di rafforzare il legame sociale, di aiutare tutti a costruire il bene comune”.