Molti detenuti abbracciano e baciano Papa Francesco che sta attraversando il cortile di Rebibbia. Un detenuto ha un cartello appeso al collo e Papa Francesco si e’ fermato un po’ piu’ a lungo con lui. Il Pontefice ha accanto solo l’anziano cappellano di Rebibbia, don Sandro Spriano. Il comandante della Gendarmeria, Domenico Giani, li segue a una certa distanza.
Alla fine il Papa, usando un microfono, ha ringraziato tutti i presenti per l’accoglienza, “calorosa e sentita …”. “Grazie tante”, ha detto visibilmente emozionato. Alle ore 17.35, il Papa e’ poi entrato nella chiesa “Padre Nostro”, per dare inizio alla celebrazione della Messa in coena Domini, inizio del Triduo Pasquale, nel corso della quale lavera’ i piedi a sei detenuti del Nuovo Complesso ed a sei detenute della vicina casa circondariale femminile.
Per il terzo anno consecutivo, dopo la messa crismale del giovedi’ santo, Papa Francesco ha pranzato nell’abitazione dell’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, dove ha trascorso circa un’ora e mezza con 10 sacerdoti della diocesi di Roma. In un clima semplice e cordiale, il vescovo di Roma ha voluto cosi’ conoscere piu’ da vicino la missione di nove parroci e del superiore di una comunita’ di religiosi che vivono in un appartamento per condividere anche in questo modo la vita della gente. Il Papa ha ascoltato con grande attenzione le loro testimonianze, incoraggiandoli nel loro ministero. E’ stato, scrive l’Osservatore Romano, “un tempo comune di riposo spirituale per riflettere sul servizio quotidiano a quanti i preti incontrano, come aveva suggerito proprio Francesco nell’omelia della messa crismale”.
