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Cronache

di Antonino D'Anna

papa francesco messa 6

Un Dio amico e che abbraccia. Che aspetta tutti e “pensa con misericordia”. L'invito a non tenere le chiese chiuse ed andare verso le periferie non solo sociali, ma esistenziali. La prima Udienza generale di papa Francesco è l'affresco del suo modo di vedere Dio, ma anche una sferzata al clero che – spesso in Occidente – ha adottato un approccio di tipo burocratico con chiese aperte in determinati orari e confessionali “a tempo”. È bello il richiamo al passo del figliol prodigo, quando papa Jorge Mario Bergoglio riesce a far vedere ai pellegrini il padre, il buon padre che aspetta sulla terrazza il ritorno del figlio. Il Papa sottolinea che quell'attesa è per tutti, specie per i lontani e per chi oggi si sente escluso dalla Chiesa. Ancora: il richiamo al verbo uscire.

Il Papa, dopo aver inaugurato il suo pontificato con il verbo custodire, parla adesso di uscire. Uscire verso le periferie esistenziali, dice, come ha detto peraltro nel pre-Conclave che lo ha eletto Vicario di Cristo. E cioè verso quelle fedi stanche, quell'“umanità sazia e disperata” di cui parlava Paolo VI nella “Populorum Progressio” del 1967. Bergoglio diceva messa senza paura in mezzo alle favelas argentine e spesso compariva all'improvviso tra i suoi parroci “armato” solo di un pacco di mate e una bottiglia di vino. Entrava, stava in parrocchia un paio di giorni (o anche di più se necessario), e se ne andava così com'era venuto. Un uomo simile sa benissimo che cosa siano le periferie del mondo: ci ha vissuto, ha predicato per decenni. E adesso addita all'Occidente le periferie esistenziali, le favelas dentro ognuno di noi. Attenzione: nessuna condanna, ma un forte invito alla conversione per tutti.

Il Papa, insomma, tratteggia un Dio amico (ma non amicone) pronto ad accogliere tutti. E gli effetti si vedono, se Asianews scrive in questi giorni di un boom di conversioni nella Corea del Sud, dove gente che non ha mai praticato o comunque non era cattolica sta iniziando ad avvicinarsi alla Chiesa cattolica. C'è insomma un'ansia di evangelizzazione che in questo ribalta la visione che Benedetto XVI ha della Chiesa (e questo è indubbiamente un punto di distacco tra i due): Joseph Ratzinger sin dagli anni '70 immaginava una Chiesa del 2000 piccola, ma con cattolici pieni di fede; Bergoglio immagina una Chiesa che torna verso il mondo per conquistare alla fede. Si gioca, si spende. Un atteggiamento più positivo, insomma, che può aiutare la crescita dei fedeli.

Bene il richiamo finale ad uscire dalle chiese chiuse. Il Papa insomma vuole sacerdoti che si spendano per le favelas dell'anima (richiamo come abbiamo detto, indirizzato all'Occidente); un approccio più di fede e meno di burocrazia. Chissà che effetto gli farebbero certe parrocchie in cui i fedeli sono avvertiti: i confessionali funzionano solo al sabato, e per tre ore. È anche verso questo modo di fare Chiesa che il calore di Francesco riuscirà a sciogliere certi parroci, più simili a manager che a uomini di Dio.

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