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Cronache

 

"Non e' con la liberalizzazione dell'uso delle droghe che si potra' ridurre la diffusione e l'influenza della dipendenza chimica". Ancora una volta Papa Francesco ha spiazzato gli operatori dei media che dopo il clamoroso e improvviso annuncio di un nuovo viaggio papale in Brasile nel 2014 ritenevano esaurito per oggi il loro impegno. Invece, visitando la struttura per il recupero die tossicodipendenti finanziata dalla Cei nell'ospedadle "Sao Francisco de Assis" di Rio, Francesco ha preso posizione con molta chiarezza sul tema scottante della legalizzazione delle droghe. Una questione "che si sta discutendo in varie parti dell'America Latina", ha sottolineato ignorando il fatto che questo tema e' all'ordine del giorno anche in Italia.

La Chiesa resta dunque contraria al permissivismo in tema di droghe, pesanti o leggere che siano. "E' necessario - ha spiegato il Pontefice - affrontare i problemi che sono alla base del loro uso, promuovendo una maggiore giustizia, educando i giovani ai valori che costruiscono la vita comune, accompagnando chi e' in difficolta' e donando speranza nel futuro". Francesco si e' poi rivolto agli ospiti della struttura e ai loro parenti. "Vorrei ripetere a tutti voi che lottate contro la dipendenza chimica, a voi familiari che avete un compito non sempre facile: la Chiesa non e' lontana dalle vostre fatiche, ma vi accompagna con affetto". "Il Signore - ha assicurato Francesco - vi e' vicino e vi tiene per mano. Guardate a Lui nei momenti pi duri e vi dara' consolazione e speranza. E confidate anche nell'amore materno di Maria sua Madre". "Questa mattina - ha quindi concluso il Papa - al Santuario di Aparecida, ho affidato ciascuno di voi al suo cuore. Dove c'e' una croce da portare, li' accanto a noi c'e' sempre Lei, la Madre. Vi lascio nelle sue mani, mentre con affetto benedico tutti".

"Tendiamo la mano a chi e' in difficolta', a chi e' caduto nel buio della dipendenza, magari senza sapere come, e diciamogli: 'puoi rialzarti, puoi risalire, e' faticoso, ma e' possibile se tu lo vuoi'". A chiederlo e' Papa Francesco che ha inaugurato questo pomeriggio il centro di recupero per tossicodipendenti dell'ospedale Sao Francisco, nel popoloso quartiere di Tijuca, sorto grazie anche alle firme dei cittadini italiani per la destinazione dell'8 per mille alla Chiesa Cattolica. "Cari amici - ha detto ancora il Pontefice rivolgendosi direttamente ai ragazzi con problemi di droga ospitati nel centro - vorrei dire a ciascuno di voi, ma soprattutto a tanti altri che non hanno avuto il coraggio di intraprendere il vostro cammino: 'sei protagonista della salita; questa e' la condizione indispensabile! Troverai la mano tesa di chi ti vuole aiutare, ma nessuno puo' fare la salita al tuo posto". "Non siete mai soli! La Chiesa e tante persone - ha assicurato il Papa ai giovani che si stanno disisintossicando - vi sono vicine. Guardate con fiducia davanti a voi, la vostra e' una traversata lunga e faticosa, ma guardate avanti, c'e' 'un futuro certo, che si colloca in una prospettiva diversa rispetto alle proposte illusorie degli idoli del mondo, ma che dona nuovo slancio e nuova forza al vivere quotidiano'", ha scandito citando l'Enciclica "Lumen fidei" scritta a quattro mani con il Papa Emerito Benedetto XVI. "A tutti voi - ha quindi concluso Francesco - vorrei ripetere: non lasciatevi rubare la speranza! Ma vorrei dire anche: non rubiamo la speranza, anzi diventiamo tutti portatori di speranza!".

"Papa Francesco mostra una apprezzabile capacita' di prendere al volo gli oggetti che gli vengono lanciati. E noi siamo ammirati per la sua abilita' e spontaneita'. Certo pero' ci puo' essere qualche inconveniente se ci sono dei malintenzionati. Ma speriamo che cio' non accada mai". Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha risposto cosi' alle domande dei giornalisti che erano rimasti impressionati dal lancio di cappellini e rosari verso il Papa nel breve tratto percorso in jeep scoperta al Santuario di Aparecida.

PAPA: LAVORARE PER UN MONDO PIU' GIUSTO E SOLIDALE -
"Nessuno puo' rimanere insensibile alle disuguaglianze che ancora ci sono nel mondo! Ognuno, secondo le proprie possibilita' e responsabilita', sappia offrire il suo contributo per mettere fine a tante ingiustizie sociali". Lo ha chiesto Papa Francesco nel discorso pronunciato oggi alla favela di Varghinha. Secondo il Pontefice, "il popolo brasiliano, in particolare le persone piu' semplici, puo' offrire al mondo una preziosa lezione di solidarieta', una parola spesso dimenticata o taciuta, perche' scomoda". Papa Francesco ha poi lanciato un forte appello "a chi possiede piu' risorse, alle autorita' pubbliche e a tutti gli uomini di buona volonta' impegnati per la giustizia sociale: non stancatevi di lavorare per un mondo piu' giusto e piu' solidale! Non e' la cultura dell'egoismo, dell'individualismo, che spesso regola la nostra societa', quella che costruisce e porta ad un mondo piu' abitabile, ma la cultura della solidarieta'; vedere nell'altro non un concorrente o un numero, ma un fratello". "Desidero incoraggiare gli sforzi - ha scandito il Papa - che la societa' brasiliana sta facendo per integrare tutte le parti del suo corpo, anche le piu' sofferenti e bisognose, attraverso la lotta contro la fame e la miseria". "Nessuno sforzo di pacificazione- ha avvertito - sara' duraturo, non ci saranno armonia e felicita' per una societa' che ignora, che mette ai margini e che abbandona nella periferia una parte di se stessa. Una societa' cosi' semplicemente impoverisce se stessa, anzi perde qualcosa di essenziale per se stessa". 

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