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Cronache

di Antonino D'Anna

Castel Gandolfo, Papa Franc

Papa Francesco? Un “Papa burlone” che anziché togliersi lo zucchetto davanti a Dio (zucchetto che in latino è noto come “solideo”, ossia “solo davanti a Dio”), preferisce “metterlo in testa ad una ragazzina, per scherzare con lei e far ridere la gente. In questo modo egli cerca di apparire come un vecchio nonno che intrattiene sua nipote ed allo stesso tempo dimostra che i simboli del Papato sono inutili- Si tratta dell’ennesimo passo di Bergoglio volto a desacralizzare i simboli del Papato al fine di svilirli e poi di abolirli” E per giunto tale atto è avvenuto “il 9 Maggio 2013 nel corso di un democratico/demagogico “tour” di Bergoglio in Piazza S. Pietro”. Parola di Tradition in Action, gruppo tradizionalista yankee con base a Los Angeles che non apprezza lo stile inaugurato da questo pontefice, stile definito come “miserabilista”. L'accusa, lanciata già nei primi giorni del Papato, è tremenda: “In meno di una settimana dalla sua elezione il 13 marzo 2013, Papa Francesco I ha già fatto tanti atti progressisti per il cambiamento del Papato di quanti ne abbiano fatti gli ultimi anni di pontificato di Giovanni Paolo II e in seguito Benedetto XVI”. Sì, anche il povero Joseph Ratzinger, per il quale parte del mondo della Tradizione si era spellato le mani per il motu proprio “Summorum Pontificum” del 2007 che reintroduceva la Messa preconciliare, è adesso nell'elenco dei cattivi: è un progressista.

L'EX LEFEBVRIANO- A riportare queste prese di posizione di TIA è il sito italiano agerecontra.it, che ha come riferimento ecclesiale don Floriano Abrahamowicz, sacerdote polacco allontanato dalla Fraternità San Pio X nel 2009 perché “da tempo esprimeva posizioni diverse da quelle ufficiali della Fraternità San Pio X”. Agere Contra – espressione del Circolo Culturale Triveneto Christus Rex - offre prese di posizione dure contro la Chiesa postconciliare, continua la sua battaglia contro quella che viene vista dai suoi membri come una deriva della Chiesa cattolica dalla retta via dell'ortodossia.

IL CHE GUEVARA DEL VATICANO- Ma spostiamoci negli USA, sede di TIA. A Tradition in Action non è piaciuto, ad esempio, che “Il Papa, subito dopo la sua elezione, ha rifiutato di indossare una delle tante croci papali dorate a sua disposizione e invece ha scelto una croce di ferro appesa ad una catena dello stesso materiale senz'alcun oro o argento. Ha anche abbandonato le tradizionali scarpe rosse papali. Il suo anello è di un metallo umile – non si sa se di ferro o alluminio”. Karol Wojytla, se male non ricordiamo, non usava abitualmente le scarpe rosse, recuperate sotto il papato di Ratzinger. E per giunta da un cerimoniere in odore di tradizionalismo (a detta dei progressisti), monsignor Guido Marini. Che tanti, nel mondo che non ama il Concilio Vaticano II, avrebbero dato in via di pensionamento. Sorpresa: Jorge Mario Bergoglio ha deciso di tenerlo nei giorni scorsi, esprimendosi peraltro in termini alquanto rispettosi del servizio reso da Marini. E lasciando scornati alcuni vescovi pugliesi in visita ad limina (la visita che i vescovi devono rendere al Papa ogni cinque anni): segnatamente il vescovo di Conversano-Monopoli, il quale ha dichiarato ai suoi sacerdoti che i vescovi del Tacco d'Italia hanno spiegato al Papa come il vecchio rito preconciliare stia – a loro parere – dividendo i fedeli. Bergoglio – va detto - ha risposto picche.

IL BRACCIALETTO VOODOO- Ma Tradition in Action non ha finito: questo Papa ha accettato nei primi giorni del pontificato un braccialetto in gomma, di colore giallo, fatto da un sacerdote africano e donatogli da un cardinale del Continente Nero. Per TIA: “Probabilmente è un qualche tipo di 'braccialetto della fede' a scopo devozionale; in realtà è un'imitazione degli amuleti voodoo di moda in ambienti hippie e punk” (effettivamente uno ce lo vede Bergoglio a sputare sulla folla mentre sfascia la chitarra in Piazza San Pietro). Quindi: “L'approvazione di Papa Bergoglio nei confronti di questa pratica (cioè il fatto che abbia accettato il braccialetto, N.d.R.) sembra una vera e propria promozione della superstizione allo stesso tempo in cui abolisce le tradizioni millenarie della Chiesa”.

NIENTE TRONO- Tra le altre cose che tormentano la pace religiosa dei membri di TIA abbiamo anche il rifiuto di sedere sul trono papale dopo l'elezione per ricevere l'ossequio dei cardinali e il rifiuto “di prendere la limousine papale dopo l'elezione. Anzi, è tornato al suo appartamento nello stesso pulmino assegnato ai cardinali. Vediamo che è stato scelto l'uomo giusto in grado di compiere la revoluzione nella Chiesa che Ratzinger ha a lungo desiderato e che attualmente viene messa in pratica da alcuni dei suoi discepoli in Germania ed Austria”. Povero Ratzinger, da tradizionalista duro e puro a rivoluzionario sfascista.

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