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Cronache

Odissea infinita per il giovane francese che non riusciva a tornare a casa perchè troppo grasso. Niente treno da Londra verso Parigi: questioni di sicurezza, ha specificato la compagnia. Kevin Chenais, 22 anni e 230 chili, era arrivato martedì mattina a Londra da New York su un volo della compagnia Virgin Atlantic.

Giunto a Londra con i genitori, Kevin contava di prendere il treno, ma Eurostar ha rifiutato di prenderlo a bordo, sempre per motivi di sicurezza legati alle regole di evacuazione in caso di incidente nel tunnel sotto la Manica: "Il suo peso è tale che non potremmo farci carico di lui, portarlo o evacuarlo" ha spiegato un portavoce di Eurostar. I treni, ha spiegato, dispongono di due posti per i passeggeri a mobilità ridotta, che in caso di incidente sono soccorsi dal personale. Il portavoce ha però ammesso che non esiste nelle regole un peso limite per i passeggeri.

 

Kevin Chenais 500

LA STORIA - Una storia che ha dell'incredibile è capitata a un ragazzo francese di 22 anni. Non ha potuto prendere l'aereo perché soffre di obesità:  Kevin pesa 226 chili la British Airways non considera possibile farlo ritornare in patria a bordo di un suo aereo. 

Così il ragazzo si trova bloccato negli Stati Uniti con la sua famiglia. Il 22enne soffre di un disturbo ormonale. Un anno e mezzo fa era giunto dalla Francia proprio per sottoporsi a un trattamento medico per perdere peso, nella Mayo Clinic in Minnesota. Il giovane, prima del suo arrivo, pesava oltre 250 chili. Eppure, quando Kevin e la sua famiglia si sono recati all’aeroporto di Chicago si sono visti negare il volo di ritorno.

Kevin - per la British - è infatti ancora troppo grasso per essere imbarcato. La madre di Kervin è sbigottita: "Diamo la colpa alla British Airways, perché ci ha semplicemente abbandonato, ma sono stati proprio loro a portarci qui. Se hanno potuto farlo volare in economy all’andata, ci sarà pure un modo per farlo tornare indietro e permettergli di proseguire nel suo trattamento medico". La famiglia si trova da una settimana in un albergo dell’aeroporto e da giorni sta tentando di risolvere il problema con la compagnia, senza successo. È intervenuto anche il consolato francese, ma ha rinunciato alla mediazione "perché la compagnia aerea pare non voler transigere sulle norme di sicurezza".

"Noi cerchiamo sempre di accogliere tutti se è possibile e sicuro farlo - ha dichiarato al Daily Mail un portavoce della British Airways - Il nostro team di assistenza clienti ha lavorato diligentemente per trovare una soluzione e hanno esaurito tutte le opzioni. Purtroppo non è possibile ospitare in sicurezza il cliente su nessuno dei nostri aerei e alla famiglia è stato offerto un rimborso completo. Il nostro team è stato in costante contatto con la famiglia per dare l’aiuto possibile e d esplorare altre opzioni per il viaggio. British Airways ha anche provveduto alla sistemazione in hotel".

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