Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Funerali Peppino di Capri, l’ultimo saluto della sua isola: applausi al feretro in Piazzetta

Funerali Peppino di Capri, l’ultimo saluto della sua isola: applausi al feretro in Piazzetta

Camera ardente in Municipio dalle 13, cerimonia alle 17 e megaschermo per seguire la funzione religiosa

Funerali Peppino di Capri, l’ultimo saluto della sua isola: applausi al feretro in Piazzetta
Funerali Peppino di Capri (Foto LaPresse) Chapel of Rest for the Last Farewell to Peppino di Capri – Funeral of singer Peppino di Capri in the Church of Santo Stefano in Capri, July 12, 2026, Capri, Italy (Photo by Alessandro Garofalo/LaPresse)

Capri accompagna il suo cantante più celebre con un lungo applauso e le canzoni diffuse nel centro dell’isola. Il feretro di Peppino di Capri ha raggiunto il Municipio prima dei funerali fissati alle 17 nella chiesa di Santo Stefano.

Il sindaco Falco ricorda il legame con l’isola, in Piazzetta allestito il megaschermo

Un lungo applauso ha accolto il feretro di Peppino di Capri all’arrivo nella sede del Municipio dell’isola. Il cantante e pianista è morto sabato 11 luglio 2026, all’età di 86 anni.

La camera ardente è stata allestita nella sala consiliare del Comune. Cittadini e ammiratori possono rendere omaggio all’artista prima della cerimonia funebre, prevista alle 17 nella ex cattedrale di Santo Stefano, a pochi passi dalla Piazzetta.

Il sindaco di Capri Paolo Falco, uscendo dalla camera ardente, ha ricordato il rapporto mantenuto dall’artista con la sua terra: “Oggi diamo l’addio a un’icona della musica italiana e anche internazionale. E’ un nostro concittadino che ha avuto sempre un legame stretto con la sua isola, non l’ha mai perso, sia lui che la sua famiglia e i suoi figli. Quindi oggi onoriamo la sua memoria e la sua arte che resta indelebile per sempre, perché ha veramente onorato l’anima di Capri”.

Falco ha indicato nella carriera del cantante anche un esempio per le nuove generazioni: “Peppino di Capri – ha aggiunto il primo cittadino – lascia un grande esempio, l’esempio di un’Italia che nel dopoguerra ha saputo risalire, ha saputo difendersi da quello che era successo, lascia un esempio per i giovani e per tutti quanti noi di come da una piccola isola come Capri si possa arrivare a un successo mondiale facendo arte e lasciando la sua arte impressa. Ha rappresentato un sogno per tanti italiani e lo continua a rappresentare, ha rappresentato la vita di tanti italiani”.

I volontari della Protezione civile hanno montato un megaschermo vicino alla stazione della funicolare e ai margini della piazza. L’impianto permetterà anche alle persone che resteranno all’esterno della chiesa di seguire la funzione religiosa.

Gli altoparlanti sistemati in Piazzetta diffondono a volume moderato i successi di Peppino di Capri durante le ore che precedono l’ultimo saluto.

Don Pasquale: “La musica è stata il suo grande amore”. In chiesa De Laurentiis, Montezemolo e Della Valle

Peppino di Capri ha portato il nome dell’isola nel mondo e ha dedicato la propria vita alla musica. Lo ha ricordato don Pasquale Irolla, parroco dell’ex cattedrale di Santo Stefano, durante l’orazione funebre.

“Peppino di Capri ha portato e ha innalzato l’isola di Capri in tutto il mondo e in tutto il globo è riuscito a farsi conoscere, apprezzare, applaudire e ad amare, nella gioia di ciascuno di noi, nella bellezza di vederlo crescere e farci innamorare con le sue canzoni”.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, Aurelio De Laurentiis, Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, Eugenio Bennato con Pietra Montecorvino, il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’assessora del Comune di Napoli Chiara Marciani, i familiari e l’ex moglie Roberta.

Il parroco ha scelto Un grande amore e niente più per raccontare il legame di Peppino di Capri con la musica.

“Dovessi anch’io prendere come dettagli che parlano di lui le canzoni – ha aggiunto il parroco -, prenderei ‘Un grande amore e niente più’. Peppino ha avuto un grande amore e questo grande amore l’ha cantato ed è stata la musica, amore che ci ha fatto innamorare, amore che lo ha spinto a vivere e andare avanti fino alla fine, a cantare, a suonare. Ha cantato l’amore puro, non l’amore disperato, ma l’amore puro che agganciava i cuori di ciascuno di noi e li portava in alto. Quell’amore che in lui ha segnato anche il dolore, effettivamente chi ama soffre, chi vuol bene impara a coniugare il dolore, eppure lo ha sempre cantato l’amore nel suo aspetto più luminoso”.

Don Pasquale ha ricordato anche la capacità dell’artista di trasformare dolore e difficoltà in canzoni.

“Peppino – ha detto ancora don Pasquale – come artista internazionale, come musicista è stato un sognatore. In questo tempo e nei tempi addietro difficili, dove anche noi facciamo difficoltà a guardare il cielo, a sperare, Peppino è stato un sognatore. Ci ha insegnato a guardare in alto, a cantare, a trasformare in musica le lacrime e le difficoltà della vita e con un battito d’ali ci ha tirato in alto. Le sue canzoni ci rendono leggero forse anche questo addio, rubandoci la tristezza e lasciando nel cuore la nostalgia dei sognatori che non muoiono mai e che sono un indice puntato verso l’infinito, verso l’eternità”.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE NEWS