Sono passati appena due giorni dall’arresto di Giancarlo Galan ed emergonon dettagli mai rivelati sulla sua vita segreta, Il deputato di Forza Italia, ex ministro ed ex governatore del Veneto, avvenuto lo scorso martedì 22 luglio, dopo che la Camera si è espressa a favore della richiesta presentata dalla Procura di Venezia, bocciando la domanda di rinvio del voto a dopo il 20 agosto, giorno in cui le condizioni di salute di Galan si sarebbero ristabilite, consentendogli di presenziare alle consultazioni in aula. Quello stesso martedì, il colpo di scena: le dimissioni dall’ospedale di Este, dove pareva dovesse rimanere ricoverato per almeno altri 45 giorni, e il trasferimento al carcere di Opera alle porte di Milano. Un fatto che ha scatenato perplessità e polemiche e che ha portato la Guardia di Finanza al sequestro della cartella clinica del paziente per fare chiarezza sulla vicenda. Venerdì 25 luglio l’interrogatorio di garanzia e rogatoria davanti al gip di Milano.
Emergono particolari anche sulla via più segreta di Galan. Si era vociferato di una presunta appartenenza dell’esponente di Fi agli ambienti della massoneria, ma le chiacchiere non avevano mai trovato conferma, almeno fino allo scorso 6 giugno. A due giorni dall’arresto della procura di Venezia per la vicenda Mose, Galan, come riporta il Corriere del Veneto, avrebbe chiesto alla propria loggia di appartenenza di “entrare in sonno”, ovvero di abbandonare l’obbedienza, assieme ai riti e alle riunioni della confraternita, a seguito di quanto gli stava accadendo. Si tratta di una formalità che può avere carattere anche solo temporaneo, ma che, nel contesto massonico corrisponde alla scelta più delicata che un “fratello” possa compiere.
