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Garlasco, a Mattino 5: “Il collegamento tra Sempio e Chiara passa da Marco Poggi”

A Mattino Cinque, su Canale 5, è tornato al centro del dibattito uno dei nodi giuridicamente più complessi del caso Garlasco: come si possa stabilire un collegamento diretto tra Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, e la vittima stessa. Una domanda che riguarda il movente — uno degli elementi che la nuova inchiesta del Procuratore Fabio Napoleone dovrà chiarire prima della chiusura delle indagini.

“Il collegamento può passare solo attraverso Marco Poggi”

L’analisi proposta in studio si concentra su un punto specifico: tra Andrea Sempio e Chiara Poggi non risultano, allo stato delle informazioni pubbliche, contatti diretti documentati. L’unico ponte conosciuto era Marco Poggi, fratello della vittima e amico stretto di Sempio. “Il collegamento di Sempio con Chiara può passare solo attraverso Marco”, ha spiegato uno degli ospiti, evidenziando come la Procura, per costruire un’eventuale tesi accusatoria, debba ricostruire la catena di rapporti che mette in relazione l’indagato con la vittima — frequentazioni, occasioni di incontro, scambi di informazioni avvenuti per il tramite del fratello.

L’ipotesi del movente “che si costruisce nel tempo”

Un secondo passaggio del dibattito ha riguardato la natura del possibile movente. A differenza di un’ipotesi di reazione impulsiva, un movente che si forma e si stratifica nel tempo — è stata l’osservazione di un altro ospite — rende la ricostruzione “più complessa, perché la prolunga nel tempo, non è un rifiuto e immediatamente scatta l’azione”. Un’osservazione che riflette un dilemma classico della cronaca giudiziaria: i delitti dove il movente nasce da una tensione protratta richiedono ricostruzioni più ampie e più documenti — testimonianze, attività digitali, comunicazioni — di quelli dove il fatto è frutto di un’azione improvvisa.

Cosa cerca la Procura di Pavia

L’attenzione degli ospiti si è poi rivolta a quale tipo di elementi la Procura potrebbe avere acquisito. “Ci sono elementi che ci fanno dire che la Procura ha trovato qualcosa — un testimone, un diario, un’intercettazione”, è stato ipotizzato in studio. Si tratta di lettura interpretativa: l’inchiesta è ancora coperta dal segreto istruttorio e gli elementi a sostegno dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Sempio non sono stati resi pubblici. La chiusura delle indagini è prevista entro maggio 2026, e solo allora — con il deposito degli atti — sarà possibile capire se gli inquirenti hanno effettivamente trovato un quadro sostenibile sul piano del movente.