Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione mediatica con un nuovo elemento destinato a far discutere: una serie di audio che, secondo la criminologa Roberta Bruzzone, potrebbero aprire scenari completamente diversi rispetto alla versione finora consolidata.
Durante la trasmissione Quarto Grado, intervistata da Gianluigi Nuzzi, Bruzzone ha parlato apertamente di registrazioni che delineerebbero una possibile ricostruzione alternativa del delitto.
Secondo quanto dichiarato, gli audio coinvolgerebbero tre persone:
Andrea Sempio, Michele Bertani e Stefania Cappa.
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La criminologa ha parlato di una possibile dinamica a più soggetti, descrivendo un’ipotesi investigativa in cui ci sarebbe una sorta di “regia” e un’esecuzione materiale condivisa. Un elemento che, se confermato, cambierebbe radicalmente la lettura del caso.
Ma il punto più delicato riguarda un altro aspetto:
“Con questi audio siamo a un ottimo punto”, ha detto Bruzzone, sottolineando però che il materiale non è ancora stato depositato ufficialmente in Procura.
La spiegazione fornita è procedurale: gli audio sarebbero nelle mani di un avvocato e necessiterebbero ancora di passaggi formali prima di poter entrare negli atti dell’indagine. Una circostanza che alimenta interrogativi e attesa.
Ancora più significativo è il riferimento ai possibili riscontri:
“Sì, è questo il problema… che i riscontri ci sono”.
Una frase che lascia intendere come le registrazioni non sarebbero isolate, ma accompagnate da elementi verificabili. Tuttavia, Bruzzone ha evitato di entrare nei dettagli, spiegando che una maggiore chiarezza potrebbe compromettere la gestione del materiale prima della sua ufficializzazione.
Nel corso dell’intervista è stata anche ipotizzata la possibilità di reati procedibili d’ufficio, legati alle dichiarazioni contenute negli audio. Tra le ipotesi, si parla di possibili interferenze o influenze indebite, anche se sarà eventualmente la magistratura a stabilire la rilevanza giuridica dei contenuti.
Il caso Garlasco, a distanza di anni, continua quindi a generare nuove piste, dubbi e interpretazioni.
E ancora una volta, il punto centrale resta lo stesso: distinguere tra suggestioni mediatiche e prove processuali.
Perché, al di là delle ricostruzioni televisive, sarà solo il lavoro degli inquirenti a stabilire se questi audio rappresentano davvero una svolta o l’ennesimo capitolo di uno dei casi più discussi della cronaca italiana.
