In studio si è discusso di uno dei punti più delicati dell’intera vicenda: la solidità della condanna e la possibilità di una revisione del processo. La domanda posta è diretta: si può davvero dire che Stasi sia stato condannato “oltre ogni ragionevole dubbio”?
La risposta della parte civile è netta e prudente allo stesso tempo: allo stato attuale, non emergerebbero elementi sufficienti per mettere in discussione la sentenza. “Non ho visto elementi in grado di togliere il condannato”, viene spiegato, sottolineando i limiti delle informazioni disponibili.
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Il confronto si sposta poi su alcuni aspetti della ricostruzione, come l’arma del delitto e le dinamiche dell’omicidio di Chiara Poggi. Anche qui emergono dubbi e ipotesi, ma senza certezze definitive.
Un chiarimento importante arriva proprio in chiusura: le ricostruzioni circolate non sarebbero attribuibili direttamente alla parte civile, bensì alla sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano.
Il caso Garlasco continua così a dividere, tra chi intravede spiragli per una revisione e chi, invece, ritiene che allo stato attuale non ci siano elementi concreti per ribaltare la condanna.

