Garlasco, Roberta Bruzzone sulle impronte di scarpe e il numero che non coincide con quello di Andrea Sempio: “Le valutazioni vennero fatte all’epoca, non credo che i righelli nel frattempo siano cambiati. Sarebbe una strada in salita sostenere qualcosa di diverso”
“Quel numero lì non coincide e non coinciderà mai. Le valutazioni vennero fatte all’epoca, non credo che i righelli nel frattempo siano cambiati. Sarebbe una strada in salita sostenere qualcosa di diverso”, così la criminologa Roberta Bruzzone interpellata da Affaritaliani in merito alle tracce di scarpe trovate sulla scena del crimine di Garlasco. Il killer indossava una calzatura numero 42 mentre Andrea Sempio porta il 44.
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“Di elementi che possono scagionare Sempio c’è veramente l’imbarazzo della scelta. – continua la criminologa – A cominciare dal fatto che l’impronta 33 non è comparabile, come dissero all’epoca. Il fatto stesso che questa Procura decida scientemente di non sottoporre la 33 al vaglio di un giudizio terzo durante un incidente probatorio — che tra l’altro comprendeva anche la parte dattiloscopica ed era stato sollecitato dalla parte civile — e ti dica ‘no grazie, lo faremo in dibattimento’, perché? In una situazione in cui sono trascorsi quasi 20 anni, non aveva senso sviluppare questo tema anche in quella sede? Io credo, con il conforto di esperti in dattiloscopia, che quella impronta non sia comparabile; se questo fosse emerso in incidente probatorio, avrebbe dato un colpo abbastanza forte all’impianto accusatorio”.
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Sul presunto movente sessuale di Sempio: “Un soggetto che al primo rifiuto concreto ti ammazza, è un po’ eccessivo. Oltretutto senza nessuna traccia che faccia realisticamente presupporre l’esistenza di un interesse sessuale. Non è detto che accada, ma ora mi aspetto che dal cilindro salti fuori un testimone che ci venga a dire che Sempio era ossessionato dalla Poggi e che era un segreto inconfessabile. Tutto può essere. Se emergesse questa possibilità, sarebbe poi da capire perché tale soggetto parlerebbe solo a quasi 20 anni dai fatti. Mi pare poco probabile che ci siano elementi, quantomeno solidi, che portino a Chiara Poggi nel materiale dell’indagato”.
Bruzzone, infine, in merito ai presunti depistaggi portati avanti da una parte dei media risponde così: “Ormai Garlasco è una sorta di bulimia collettiva per cui bisogna dare informazioni ogni giorno. Creare il mostro è da sempre una delle attività mediatiche più redditizie, anche dove il mostro non c’era”.

