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Garlasco, il killer con il 42 di scarpe (ma Sempio ha il 44). I Dna sulle mani di Chiara sono due, ma per i pm “l’assassino è uno”

Il cerchio si stringe attorno all’amico del fratello, ma molte cose non tornano

Garlasco, il killer con il 42 di scarpe (ma Sempio ha il 44). I Dna sulle mani di Chiara sono due, ma per i pm “l’assassino è uno”

Mancano due giorni all’interrogatorio di Andrea Sempio, ennesimo momento chiave di questa infinita vicenda legata al delitto di Garlasco. I pm sono usciti allo scoperto e hanno puntato il dito contro l’amico del fratello della vittima che avrebbe agito “per futili e abietti motivi”, uccidendo Chiara “in seguito al respingimento della ragazza dopo un approccio sessuale”. La Procura parla di “odio” nei confronti della vittima e sarebbero spuntate anche delle chat di Sempio dell’epoca in cui si fa riferimento a “un’ossesione per una ragazza tra i 18-20 anni”. La legale di sempio, Angela Taccia in tv ha spiegato la questione così: “Sapevamo tutti nella compagnia a chi si riferisse, non era Chiara”. Su Sempio esistono alcune presunte prove ma tutte indiziali, non c’è la pistola fumante. Molte cose però in questa ennesima svolta sul caso proprio non tornano.

Ad esempio, Sempio sarebbe stato incastrato dal Dna presente sotto le unghie di Chiara, “appartenente al suo ceppo familiare”, il materiale genetico sarebbe stato presente in due punti sulle mani della vittima. Ma c’è un altro dettaglio che gli inquirenti dovrebbero considerare, sempre sulla mano sinistra di Chiara infatti è stata trovata una seconda traccia di Dna “ignoto”. L’ipotesi della contaminazione resta in piedi, ma se così non fosse, il caso si riaprirebbe perché “per i pm, Sempio avrebbe agito da solo“.

Un altro elemento in questa sempre più intricata vicenda stona con quanto sostenuto dai pm che accusano Sempio, il numero di scarpe del killer. Andrea Sempio indossa il 44, ma le 25 tracce di impronte trovate fanno riferimento a un numero 42. Anche questa è una cosa che stona con l’accusa nei confronti di Sempio e che sarà da chiarire nell’interrogatorio (se Sempio deciderà di parlare) di mercoledì.

Parallelamente a tutto questo, però, resta aperta la posizione di Alberto Stasi. La nuova perizia della dottoressa Cattaneo lo colloca infatti lontano dalla scena del crimine. Un elemento che potrebbe portare a una revisione del processo, ma per far sì che questo avvenga serve una nuova prova mai emersa prima, che ribalti il quadro a favore del fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva a 16 anni. Difficile che la perizia della Cattaneo, che colloca l’ora del delitto nella tarda mattinata, quando cioè Stasi era certamente al pc di casa sua a lavorare alla tesi, possa bastare.