Emergono nuovi elementi sull’inchiesta relativa al delitto di Garlasco. L’attenzione ora si focalizza in particolare su un nuovo suicidio sospetto, si tratta di un 88enne trovato senza vita in circostanze misteriose. Il dubbio degli inquirenti, che stanno ormai scandagliando ogni dettaglio relativo a questa sempre più intricata vicenda legata alla morte di Chiara Poggi, sospettano sulle modalità “anomale” di questa suicidio. Giovanni Ferri, pensionato di 88 anni, infatti, venne trovato morto il 22 novembre 2010, in circostanze strane. L’uomo fu trovato a Garlasco in un’intercapedine, con ferite alla gola e ai polsi. Ma un dettaglio non ha mai convinto, anche se il caso venne rapidamente chiuso senza ulteriori indagini, la vittima aveva in mano il coltello. Circostanza piuttosto insolita e poco in linea con la dinamica di un gesto volontario. Infatti la moglie non ha mai creduto al suicidio: “Non si è ucciso“. L’ennesimo mistero di una vicenda sempre più oscura ed enigmatica.
L’unico condannato in via definitiva, Alberto Stasi, adesso va verso una possibile revisione del processo, i pm di Pavia stanno per svelare le loro carte. La perizia della dottoressa Cattaneo, infatti, collocherebbe il fidanzato di Chiara lontano dalla scena del crimine. Stasi, è stato accertato dagli stessi giudici che lo hanno condannato, era sicuramente al pc di casa sua a lavorare alla tesi, a partire dalle 9.35, ma la perizia della Cattaneo parla di delitto avvenuto nella tarda mattinata, almeno dopo le 10, circostanza che escluderebbe Stasi, per ore fermo a scrivere sul computer di casa sua. Ma i legali dei Poggi insistono: “Dall’esterno – dicono a Fanpage – si ha l’impressione che non sia stato trovato alcun elemento significativo nei confronti di Sempio e che il tentativo di scagionare Stasi, a tutt’oggi condannato con sentenza definitiva, continui a scontrarsi con le evidenze probatorie acquisite“. Per i legali dei Poggi l’elemento chiave resta “l’occultamento della bici nera da donna e la sostituzione dei pedali che furono rinvenuti sulla bici bordeaux“.
E l’unico nuovo indagato Andrea Sempio? Su di lui non ci sono prove schiaccianti ma solo indiziali. Restano dubbi sui nuovi elementi emersi, quelli che avrebbero portato all’esposto in Procura. Si cerca di capire in particolare quale sia il vero legame tra Andrea Sempio e Marco Poggi, il fratello della vittima. Quei sospetti su una “relazione intima“, definiti dalla criminologa “agghiaccianti”, in quanto lontani dalla realtà. Basandosi però solo sui dati di fatto, ci sono le dichiarazioni di Andrea Sempio che non ha mai rotto quello stretto legame con Marco, nonostante tutto. Sempio in una recente intervista ha affermato: “Marco ha fatto bene ad andare lontano“, “noi continuiamo a sentirci”, “sarebbe bello uscire a cena, ma non è il caso con il casino mediatico che c’è”. Misteri che si aggiungono ai misteri. Sicuramente Marco Poggi non ha mai creduto alla colpevolezza di Sempio, altrimenti tutto questo sarebbe difficile da spiegare.

