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Garlasco, il giallo del vero legame tra Sempio e Marco Poggi. Stasi al pc di casa sua mentre forse più killer agivano

Nuovi dettagli inediti sul delitto di Chiara Poggi

Garlasco, il giallo del vero legame tra Sempio e Marco Poggi. Stasi al pc di casa sua mentre forse più killer agivano

Ormai non è più un mistero, Alberto Stasi va verso una possibile e clamorosa revisione del processo in merito al delitto di Garlasco, i pm starebbero per fare la loro mossa e questo passaggio stravolgerebbe tutto. La perizia della dottoressa Cattaneo, il documento intorno al quale ruota il possibile nuovo processo sull’omicidio di Chiara Poggi, si basa su un elemento chiave, la non presenza di Stasi sulla scena del crimine. Il delitto infatti, secondo quella perizia, sarebbe avvenuto in tarda mattinata, quando cioè il fidanzato di Chiara era già certamente al pc di casa sua a lavorare alla tesi. I giudici lo avevano già messo nero su bianco quando lo avevano condannato, “Alberto dalle 10 di quel mattino lavorava alla sua tesi dal computer di casa”. E quindi chi ha ucciso Chiara? A questa domanda non c’è ancora una risposta.

Ma si fa strada la pista che porta non più a un unico killer ma a complici, un omicidio forse premeditato ed eseguito non da una sola persona, magari anche in fasi diverse. Il motivo sarebbe legato alla particolarità delle tracce emerse, fin qui trascurate, la vittima potrebbe aver lottato con il suo assassino. Si spiegherebbe così la possibile aggressione addirittura in quattro fasi: cucina, divano, zona telefono e scale. Ma a complicare ulteriormente le cose ci sono anche le nuove testimonianze, da quanto emerge da questi racconti dei vicini di casa di Chiara, potrebbe farsi strada anche la pista dei sopralluoghi sul luogo del delitto. La sera prima, infatti, un vicino dei Poggi vede “una macchina ferma nella via alle 22” e aggiunge “erano in due”. Poi un altro testimone svela un nuovo particolare, questa volta relativo alla mattina del delitto. Il vicino di Chiara parla di “un uomo curvo in bici fermo davanti al cancello della villetta” e dice “saranno state le 7:30”. Ma c’è anche una terza persona, un’altra vicina che allontanerebbe Andrea Sempio, l’unico indagato, dalla scena: “Sempio qui non si è mai visto, io stavo sempre in giardino, forse veniva con gli amici a prendere Marco Poggi la sera”. Un dettaglio che cambierebbe tutto. Ci sarebbe anche un nuovo elemento, emerso da una perizia dei consulenti dei Poggi, sarebbe stata trovata “un’impronta di piede nudo femminile, taglia 37-38, con alluce valgo“, nei pressi della porta a soffietto che conduce al seminterrato. Il luogo dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara. Ma la particolarità è questa, quell’impronta non sarebbe della vittima. Da qui l’ipotesi che ci potesse essere anche una donna, ancora ignota, sulla scena. Una dei possibili killer.

Si torna a parlare anche dell’esposto presentato, quello relativo al possibile depistaggio sull’inchiesta, con tanto di audio e chat. Su questa denuncia, che coinvolgerebbe l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, tirato in ballo per il presunto tentativo di indirizzare il dibattito mediatico sull’omicidio di Garlasco, interviene la criminologa Roberta Bruzzone. “Ci sono dei passaggi, a mio modo di vedere, estremamente significativi, quello che riguarda il tirare in ballo fratello di Chiara Poggi, addirittura attribuendogli a una relazione intima con l’attuale indagato Andrea Sempio, lo trovo uno dei passaggi in assoluto più agghiaccianti“.

L’esposto si concentra in particolare sulla testimonianza che tirerebbe in ballo una delle gemelle Cappa, cugina della vittima. In particolare il dragaggio del canale di Tromello, effettuato nel maggio 2025 alla ricerca dell’arma del delitto dopo una testimonianza. Stefania Cappa, stando a questo racconto, sarebbe stata vista con “un pesante borsone” la mattina del delitto nei pressi di quel canale, da qui l’ipotesi che avrebbe gettato la presunta arma del delitto nel corso d’acqua. Secondo l’esposto, quell’episodio avrebbe avuto un forte impatto sul dibattito pubblico, contribuendo ad alimentare sospetti mediatici nei confronti delle sorelle Cappa.