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Garlasco, i tre nuovi testimoni: “auto con due persone”, “uomo curvo in bici” e “Sempio mai visto qui”

La pista dell’omicidio premeditato con appostamenti si fa sempre più concreta

Garlasco, i tre nuovi testimoni: “auto con due persone”, “uomo curvo in bici” e “Sempio mai visto qui”
Garlasco: Andrea Sempio, Chiara Poggi, Alberto Stasi

Sul delitto di Garlasco ci sono nuovi elementi che in pm della Procura di Pavia non possono ignorare. Quello che sta emergendo stravolgerebbe totalmente ogni convinzione emersa fin qui, tutto ruota attorno alla perizia della dottoressa Cattaneo, il documento chiave in caso di rinvio a giudizio. L’esperta colloca l’ora della morte di Chiara Poggi più avanti nel tempo rispetto a quanto sostenuto dalla sentenza che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Se il delitto fosse effettivamente avvenuto in tarda mattinata, ecco che Stasi sarebbe escluso dalla scena del crimine, visto che lavorava alla sua tesi sul pc di casa sua dalle 10 in poi, come hanno messo nero su bianco i giudici che lo hanno condannato. Ma stando alle nuove testimonianze, anche Andrea Sempio potrebbe essere escluso. I nuovi elementi si basano su quanto dichiarato da una vicina di casa dei Poggi.

La donna sostiene in tv di “non aver mai visto” Sempio, elemento importante, se si considera che intorno all’unico nuovo indagato è stato ricostruito il profilo di una persona che avrebbe frequentato abitualmente la casa dei Poggi, in quanto molto amico del fratello della vittima. La vicina aggiunge: “Stavo sempre in giardino“, ma nonostante questo aspetto la signora non ricorda di aver assistito a un particolare “via vai” di persone in casa Poggi. “Marco – prosegue – lo vedevo, ma usciva poco. Non li ho mai visti, se venivano quando io ero in casa. Qualche volta forse venivano a prenderlo in macchina, sentivo qualcosa alla sera. Ma di giorno, se venivano in casa, non si sentiva parlare”.

Con, eventualmente, Stasi e Sempio esclusi dalla scena del crimine, la strada adesso che si fa sempre più concreta è quella della “premeditazione”, forse Chiara è stata veramente uccisa da qualcuno che non conosceva e forse, come sostiene l’avvocato Massimo Lovati, ex legale di Sempio e uno dei massimi esperti di questa vicenda, avendoci lavorato per anni e avendo scandagliato ogni minimo dettaglio, la pista da seguire è quella dell’esecuzione. In questo senso ci sono altre due testimonianze chiave. Una prima persona che abita nella via dei Poggi ha sostenuto di aver visto “un’auto nella via di Chiara la sera prima“, aggiungendo “c’erano due persone a bordo“. Una seconda persona ha detto di aver visto “un uomo in bici alle 7:30“, la mattina del delitto, “era curvo sul mezzo e stava davanti al cancello della villetta dei Poggi”.

Potrebbe trattarsi di sopralluoghi del o dei killer che, a differenza di Stasi e Sempio, non conoscevano le abitudini della vittima e cercavano probabilmente informazioni utili, prima di agire. Lovati ha parlato di “esecuzione” e ha aaggiunto, “loro agiscono così, usano un kit di armi”. L’ipotesi è quindi quella di un piano studiato nel dettaglio e appunto premeditato. Secondo l’ex legale di Sempio, infatti, “Chiara aveva scoperto qualcosa di grosso e inconfessabile” e “il movente è nella sua chiavetta Usb”. Il segnale più concreto sarebbero quei tagli sulle palpebre della vittima. Lovati li interpreta così: “Tu non dovresti guardare, ecco perché io ti ferisco sulle palpebre“. Ecco la possibile svolta nel caso.