Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco, la lotta tra Chiara e il killer. Ma Stasi (senza graffi) neanche agendo da “ninja” avrebbe potuto fare tutto questo

Garlasco, la lotta tra Chiara e il killer. Ma Stasi (senza graffi) neanche agendo da “ninja” avrebbe potuto fare tutto questo

L’omicidio in quattro fasi e l’incredibile mancanza di prove schiaccianti

Garlasco, la lotta tra Chiara e il killer. Ma Stasi (senza graffi) neanche agendo da “ninja” avrebbe potuto fare tutto questo
Delitto di Garlasco: Rita Poggi e Alberto Stasi

Il delitto di Garalsco continua a essere un caso irrisolto, a distanza di quasi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto in quel tragico 13 agosto 2007, non si conoscono ancora elementi chiave per risolvere questo intricatissimo caso giudiziario. Tutto questo nonostante ci sia stata una condanna in via definitiva per questo omicidio, Alberto Stasi è stato infatti ritenuto colpevole del delitto dai giudici. Ma ora, con l’apertura della nuova inchiesta, tutto è tornato di nuovo in discussione. La perizia della dottoressa Cattaneo, il principale elemento su cui si baserà la Procura di Pavia per decidere se andare o no a processo, toglierebbe quasi certamente Stasi dalla scena. Il motivo è legato all’ora del delitto, posticipata più avanti nel tempo in quella tragica mattinata di agosto. Ma Stasi, dalle 10 di quella mattina, mettono nero su bianco gli stessi giudici che lo hanno condannato, era certamente a casa sua e stava lavorando in maniera produttiva all sua tesi.

Ci sono sette elementi che hanno portato alla condanna di Stasi, ma nessuno di questi sembra solido. Alberto, stando alla ricostruzione fatta dai giudici, avrebbe agito in un tempo molto ristretto e quasi senza commettere errori. Una sorta di “ninja” mascherato da bravo ragazzo, capace di studiare nei minimi dettagli un crimine così efferato. Tutto in appena 23 minuti. Gli elementi che hanno portato alla sua condanna sono principalmente, le impronte sul dispenser del sapone (ma Stasi frequentava abitualmente casa Poggi), i pallini delle scarpe sulla scena che corrisponderebbero a quelle indossate abitualmente da Alberto. Ma il suo legale ha smentito seccamente: “Alberto non ha mai comprato quelle scarpe, né a Spotorno né altrove“. E ora addirittura le nuove perizie porterebbero a pensare che anche il numero della scarpa potrebbe non corrispondere alla sua taglia di piede. Poi ci sarebbe la presunta bicicletta nera, alla quale Stasi avrebbe addirittura cambiato i pedali, sui quali c’era il Dna di Chiara. Ma lui aveva un bici di colore bordeaux. Una serie di elementi che fanno parecchio discutere.

Alla luce soprattutto dei nuovi elementi emersi. I consulenti della famiglia Poggi, infatti, avrebbero individuato nuove tracce di sangue, mai emerse nelle indagini, si tratta di sangue individuato nella zona microonde in cucina. Questo elemento, se confermato, ribalterebbe ancora una volta tutto. L’omicidio, infatti, potrebbe essere avvenuto addirittura in quattro fasi e Chiara avrebbe lottato col killer, non un omicidio rapido come supposto finora. Una prima aggressione potrebbe essere avvenuta in cucina, poi ce ne sarebbe stata una seconda sul divano, visto quanto dichiarato dall’avvocato di Stasi, De Rensis: “Nessuno parla delle quattro impronte di sangue sul divano“. Poi sarebbe proseguita in zona telefono, dove forse Chiara avrebbe provato a cercare aiuto, per poi concludersi sulle scale che portano al seminterrato, dove il corpo di Chiara è stato rinvenuto senza vita. Cambierebbe tutto se questa nuova pista venisse confermata da prove concrete.