Chi ha ucciso Pierina Paganelli il 3 ottobre 2023 nel garage di casa sua a Rimini? A distanza di quasi tre anni dal tremendo omicidio consumato in via del Cliclamino non c’è ancora un colpevole. Ieri è stata una giornata decisiva in questo senso, dopo 16 ore di camera di consiglio, infatti, la Corte d’Assise ha emesso la sua sentenza: “Louis Dassilva assolto“. L’unico accusato quindi dell’omicidio è ora un uomo libero e le indagini sono tutte da rifare. Si rischia quindi un nuovo caso Garlasco. Il dito era puntato solo sul 36enne senegalese, amante della nuora di Pierina. “L’idea che Dassilva fosse disposto a rovinarsi la vita per Manuela Bianchi – ha detto la crimonologa Roberta Bruzzone ad Affaritaliani – non mi ha mai convinto. È vero che aveva una relazione con lei, ma non era l’unico uomo nella sua vita. Il perno dell’accusa contro Dassilva erano le dichiarazioni della Bianchi, una persona che certamente ha mentito, prima o dopo, perché le sue versioni sono tra loro inconciliabili”.
Quindi è tutto da rifare. Ma da cosa si riparte per individuare il vero killer di Pierina? Ci sono varie piste valutate ma poi mai veramente battute dagli inquirenti. Si torna a parlare ad esempio di un possibile stalker, un ammiratore segreto di Pierina, ma poco gradito dalla signora. Si tratta di qualcuno che – come rivelato dalla nipote della vittima – le mandava mazzi di fiori e bigliettini anonimi con complimenti. Ma ci sono anche altri indizi lasciati forse dal killer, si tornerà ad esempio ad analizzare le telecamere della farmacia nei pressi dell’abitazione di Pierina. La certezza è che qualcuno è passato da lì subito dopo il delitto, qualcuno che potrebbe essere un testimone chiave o addirittura il killer. L’incidente probatorio con la simulazione della camminata fatta fare a Dassilva e a un vicino di casa di Pierina, non ha sciolto i dubbi.
C’è un altro aspetto che non torna. Loris Bianchi, vicino di casa di Pierina e fratello di Manuela. Dalle analisi tecniche del suo cellulare sono emersi 198 passi, per 140 metri, compiuti alle 22.57.50, quando “mi sono recato alla mia automobile parcheggiata sul retro del complesso residenziale di via del Ciclamino”. Poi “per tornare a casa ho fatto una strada lunga percorrendo via Coriano”, aveva detto sotto giuramento in udienza Bianchi. Aspetto che potrebbe essere rivalutato alla luce dell’assoluzione di Dassilva. Poi c’è quella traccia di Dna trovata sul corpo di Pierina, ma si tratta di un ignoto. Non appartiene né a Dassilva e né a Bianchi. A pochi metri dal garage è stata trovata anche una traccia di sangue (mai analizzata). Si ripartirà da tutti questi aspetti un po’ trascurati per rintracciare il vero killer di Pierina. Il giallo continua.

