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Garlasco, le voci sempre più insistenti: “Più persone sulla scena”. Appostamenti “in due”, piede femminile e Stasi risarcito

Si ribalta tutto, la pista del doppio killer si fa più concreta

Garlasco, le voci sempre più insistenti: “Più persone sulla scena”. Appostamenti “in due”, piede femminile e Stasi risarcito

Il giallo di Garlasco continua a farsi sempre più misterioso e contorto. La mossa della Procura, che starebbe per procedere verso la richiesta di revisione per Alberto Stasi, ribalterebbe tutto il quadro e toglierebbe anche quelle minime precedenti sicurezze su un delitto irrisolto ormai da quasi 19 anni. Chi abbia ucciso Chiara Poggi non lo sa nessuno, non esistono prove schiaccianti, non si conosce l’arma e nemmeno l’esatta dinamica. E se si aggiunge che l’unico condannato in via definitiva, Stasi, sta per essere allontanato definitivamente dalla scena, in base alla perizia della dottoressa Cattaneo che colloca il delitto “in tarda mattinata”, quando il fidanzato della vittima era al pc di casa sua a lavorare alla tesi, ecco che tutto si complica.

Ora è lo stesso colonnello dei carabinieri Gennaro Cassese, il titolare delle prime indagini ad ammettere diversi errori investigativi. “Se nel 2007 avessimo avuto la traccia 33 – dice Cassese a Tgcom24 – avremmo fatto altri accertamenti su Andrea Sempio. Poi parla della pista che porta a più assassini: “Al tempo valutammo l’ipotesi che potessero esserci altre persone, ma poi né le evidenze scientifiche né altre piste ci portarono in questa direzione. Ci sono stati degli errori nelle indagini”. Ne cita due in particolare: “Non aver sequestrato la bicicletta di Alberto Stasi e non aver controllato se l’allarme fosse attivato o disattivato nell’officina degli Stasi“.

Ora il fidanzato di Chiara potrebbe non solo andare verso una revisione del processo, nel caso venisse accertato che non era presente sulla scena, ma dopo 16 anni di ingiusta detenzione con una vita rovinata e sbattuto su tutte le prime pagine dei giornali come se fosse un mostro, ecco che potrebbe anche chiedere un maxi risarcimento allo Stato, rendendo questo caso giudiziaro una pagina nera per la magistratura italiana. Tutte ipotesi al momento.

Come detto non c’è nessuna certezza sul vero killer di Chiara, ma le recenti testimonianze portano i pm a seguire una pista nuova. Si tratta di una tesi ventilata più volte dall’ex legale di Sempio, Massimo Lovati. L’avvocato ha sempre sostenuto non solo la non colpevolezza di Stasi e Sempio, ma anche che i particolari segni sul volto di Chiara facessero pensare ad una esecuzione. “Non si spiegano se no – sostiene Lovati – i tagli sulle palpebre della vittima. Come a dire, tu non devi vedere“. Per Lovati, Chiara aveva scoperto qualcosa di grosso e il movente sarebbe contenuto nella sua chiavetta Usb.

I nuovi testimoni, usciti allo scoperto dopo un lungo silenzio, hanno parlato di possibili sopralluoghi e appostamenti nei pressi della villetta dei Poggi. “Una macchina ferma nella via dei Poggi la sera prima, con due persone a bordo” e “un uomo curvo in bici davanti al cancello”, la mattina del delitto. Torna alla mente anche la ormai celebre telefonata del giorno dopo il delitto tra la mamma di Chiara e quella di Alberto, le due donne parlavano di “qualcuno in giardino“.

Ecco quindi la nuova pista, tutta da esplorare ma che potrebbe ribaltare tutto: qualcuno (forse più persone), seguiva i movimenti di Chiara e poi ha agito sfruttando un’opportunità. Forse il momento chiave è stata l’apertura della porta di casa da parte della vittima per far uscire i gatti in giardino. Una pista che fino a qualche tempo fa sembrava quasi irreale, ma che dopo l’esclusione dalla scena di Stasi e le scarse certezze su Sempio, non si può più escludere. Al mistero si aggiunge anche la nuova impronta trovata, vicina alla porta a soffietto che conduce al seminterrato: “Piede nudo femminile, taglia 37-38 con alluce valgo” (non è di Chiara).