Il caso di Delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione mediatica con nuovi elementi che potrebbero cambiare radicalmente lo scenario giudiziario.
Durante la trasmissione Mattino Cinque, è emersa una coincidenza ritenuta “scientificamente quasi impossibile”: la stessa identica quantità di DNA – 2,78 nanogrammi – sarebbe stata trovata sia sul cucchiaino utilizzato da Chiara Poggi sia sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.
Un dato che, secondo i consulenti, potrebbe aprire all’ipotesi di uno scambio di provette, mettendo così in discussione uno degli elementi chiave della condanna.
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Ma non è l’unico punto critico. Tra gli elementi che potrebbero favorire la revisione del processo ci sono:
- la nuova ricostruzione dell’orario della morte, che collocherebbe Stasi lontano dalla scena del crimine;
- l’assenza del suo DNA sotto le unghie della vittima;
- le nuove analisi su impronte e tracce biologiche, oggi rivalutate con tecnologie più avanzate.
Secondo gli inquirenti, queste anomalie potrebbero indicare un possibile errore giudiziario. La revisione, ormai a un passo, sarà valutata dalla Corte d’Appello di Brescia dopo l’esame delle nuove carte.
Nel frattempo, resta aperto anche il filone che riguarda Andrea Sempio, con una possibile richiesta di rinvio a giudizio.
Sul piano legale, le due strade restano separate: da una parte la revisione della condanna di Stasi, dall’altra il procedimento a carico di Sempio.
A sintetizzare il clima è l’avvocato intervenuto in trasmissione: “Con l’arrivo del Procuratore a Milano il caso è chiuso”, almeno per quanto riguarda la posizione di Stasi.
Una frase forte che riassume la sensazione di una svolta ormai imminente, in uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.
