Il vertice della Comunità Politica Europea in Armenia, che accoglie 47 tra capi di Stato e di governo e i vertici di Ue e Nato, manda “un forte segnale alla Russia”. Lo ha dichiarato ai cronisti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, primo leader di Kiev in 24 anni a visitare il Paese del Caucaso. “Per la prima volta, l’Armenia sta ospitando il vertice della Comunità Politica Europea”, ha detto Zelensky, “il fatto che così tanti Paesi si siano riuniti in questo modo è sicuramente un forte segnale europeo alla Russia”. Giunto ieri sera a Erevan, Zelensky ha avuto incontri bilaterali con il premier britannico, Keir Starmer, il primo ministro ceco Andrej Babis, il primo ministro finlandese Petteri Orpo e il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store. È previsto oggi un vertice bilaterale tra Zelensky e il premier canadese, Mark Carney.
“Abbiamo bisogno di maggiore indipendenza, difesa e sicurezza. Dobbiamo aumentare le nostre capacità militari per essere in grado di difenderci e proteggerci”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen arrivando all’Epc summit in Armenia.
Il vertice della Comunità Politica Europea in programma oggi a Erevan contribuisce all’obiettivo di “costruire un’Europa più sovrana”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, su X, dove ha pubblicato un video del suo arrivo nella notte nella capitale armena. “Molto felice di ritrovare l’Armenia. Grazie per questo accoglienza! Con la Comunità politica europea domani, continueremo a costruire un’Europa più sovrana”, ha scritto Macron, “poi con il mio amico il Primo ministro Nikol Pashinyan sigilleremo una partnership strategica tra i nostri paesi”. Parigi ed Erevan hanno relazioni molto antiche e profonde. La Francia ospita la più vasta comunità armena in Europa ed è stata, nel 2001, il primo Paese europeo a riconoscere il genocidio degli armeni.
La Comunità Politica Europea è un forum informale istituito nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, su impulso del presidente francese Emmanuel Macron. L’obiettivo è allargare la rete diplomatica dell’Unione Europea allo scopo di dimostrare che Mosca e il suo alleato bielorusso sono sempre più isolati anche all’interno della tradizionale sfera d’influenza del Cremlino. Tra le 47 nazioni che fanno parte della Comunità non vi sono infatti solo i microstati troppo piccoli per trovar spazio tra i 27 – come Andorra, San Marino o il Liechtenstein – e i Paesi balcanici candidati all’adesione ma anche Armenia, Azerbaigian e Georgia, oltre alla Turchia, oggi un peso massimo della diplomazia, e alla stessa Ucraina.

