Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Garlasco, “contenuto della pattumiera manipolato”. La nuova bomba

Garlasco, “contenuto della pattumiera manipolato”. La nuova bomba

La verità del medico legale e i “divieti” nelle prime indagini

Garlasco, “contenuto della pattumiera manipolato”. La nuova bomba

Il delitto Garlasco resta avvolto nel più profondo mistero. Ormai si avvicina l’ennesimo 13 agosto, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi, ma ancora non c’è certezza su nulla. A 19 anni dal massacro della ragazza le indagini sono ancora basate su supposizioni, prove indiziali, non c’è traccia della cosiddetta “pistola fumante”. L’unico condannato in via definitiva, Alberto Stasi, in base alle nuove perizie, non era nemmeno presente sulla scena del crimine e va verso una revisione del processo. I pm di Pavia credono che il colpevole sia Andrea Sempio, l’amico del fratello della vittima. Le accuse si basano per ora solo sui soliloqui in macchina, con presunta confessione del delitto, sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara e sulla ormai famosa “impronta 33” lasciata sul muro delle scale che conducono alla cantina.

Intanto si avvicina sempre di più la data della chiusura delle indagini preliminari fissata per il 28 settembre. Per questo i pm vogliono accelerare e hanno annunciato quattro nuove consulenze su Sempio per rafforzare la propria accusa. I legali di Andrea si preparano a presentare altre perizie per disinnescare queste accuse, convinti di poter dimostrare l’innocenza del loro assistito. Intanto sono intervenuti su due punti chiave i consulenti dell’indagato. Sul Dna, nonostante confermi l’appartenenza delle tracce genetiche alla linea paterna di Sempio, la dottoressa Marina Baldi parla di “contaminazione” ed evidenzia che si tratta solo di “un profilo parziale“. Armando Palmegiani ha invece ribadito come proprio le misure della scarpa a pallini, le famose 25 impronte di Frau numero 42, sarebbero incompatibili con quelle dell’indagato.

La “bomba” sulla pattumiera

Ma c’è di più, torna in discussione la pattumiera di casa Poggi, relativa ai rifiuti dell’ultima colazione di Chiara prima di essere uccisa. “Quello che mi sembra possa emergere adesso – sostiene il professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Alberto Stasi a Filorosso (Rai3) – è una discrepanza tra il lotto contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera”.

“Noi – prosegue Avato – non eravamo in condizione di repertare nulla”, “potevamo soltanto osservare e fotografare. Non ci fu consentito nemmeno di esaminare la pattumiera. Quando chiedemmo di preservarla ci fu sorpresa da parte dell’allora maggiore Cassese. Successivamente, però, qualcun altro ha manipolato il contenuto della pattumiera, indipendentemente da noi”. Avato si riferisce all’ispezione avvenuta cinque mesi dopo il delitto e la confronta con quanto emerso dalla successiva avvenuta invece otto mesi dopo l’omicidio di Chiara. Nelle immagini sono visibili, tra gli altri elementi, la lattina di birra consumata da Alberto Stasi la sera del 12 agosto 2007, mai repertata, una confezione di Estathé ancora conservata nel frigorifero, oltre a banane, pomodorini e altri alimenti ormai deteriorati.