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Garlasco, cosa succede ora ad Alberto Stasi? Dalla revisione del processo all’assoluzione, gli scenari

Stasi è detenuto dal 2015 dopo la condanna definitiva a 16 anni di carcere

Garlasco, cosa succede ora ad Alberto Stasi? Dalla revisione del processo all’assoluzione, gli scenari

Omicidio di Garlasco, cosa può succedere ora ad Alberto Stasi? Dalla revisione del processo all’ipotesi di assoluzione, tutti gli scenari

Il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. La nuova ricostruzione della Procura di Pavia, che individua in Andrea Sempio l’unico presunto responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, apre infatti scenari inediti per Alberto Stasi, detenuto dal 2015 dopo la condanna definitiva a 16 anni di carcere. Secondo i magistrati pavesi, Sempio avrebbe agito da solo nell’agosto del 2007. Un’ipotesi investigativa che, se confermata, rischierebbe di ribaltare completamente il quadro processuale costruito negli anni contro l’ex fidanzato della vittima.

L’eventuale revisione del processo non potrà essere chiesta dalla Procura di Pavia, ma dalla Procura generale di Milano oppure dalla difesa di Stasi. La procuratrice generale Francesca Nanni starebbe già valutando gli atti raccolti negli ultimi mesi dagli inquirenti. Il nodo centrale riguarda la presenza di “nuove prove”, cioè elementi in grado di dimostrare che la condanna definitiva pronunciata nel 2015 possa essere stata frutto di un errore giudiziario. Per questo motivo verranno analizzate migliaia di pagine tra consulenze, verbali, testimonianze e perizie raccolte durante la nuova inchiesta. La richiesta di revisione verrebbe esaminata dalla Corte d’Appello di Brescia, già competente in passato sulle istanze avanzate dalla difesa di Stasi.

Gli elementi che potrebbero essere messi in discussione

Per arrivare a una revisione sarà necessario indebolire almeno parte dei sette elementi definiti dalla Cassazione “gravi, precisi e concordanti”, quelli che portarono alla condanna definitiva di Stasi. Tra i punti chiave ci sono l’impronta sul dispenser del sapone nel bagno della villetta di Garlasco; l’assenza di un alibi nei minuti in cui sarebbe avvenuto il delitto; la ricostruzione dell’orario della morte; il racconto fornito da Stasi sul ritrovamento del corpo di Chiara Poggi. Gli investigatori stanno inoltre rivalutando diversi aspetti tecnici del caso, compresi gli accertamenti medico-legali affidati all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, chiamata a riesaminare le ferite riportate dalla vittima e a cercare nuovi elementi sull’arma del delitto, mai identificata con certezza.

Uno dei capitoli più controversi dell’inchiesta resta quello delle biciclette associate alla scena del crimine. In particolare, gli investigatori avevano concentrato l’attenzione su una bici nera da donna vista nei pressi della casa dei Poggi la mattina dell’omicidio e su una bicicletta Umberto Dei bordeaux appartenente alla famiglia Stasi. Su alcuni pedali sarebbero state trovate microtracce biologiche attribuite a Chiara Poggi, considerate nelle sentenze compatibili con sangue. Elementi che in passato hanno avuto un peso importante nelle decisioni dei giudici e che potrebbero ora tornare al centro del confronto processuale.

Possibile scarcerazione durante la revisione

Nel caso in cui la revisione venisse accolta, la Corte potrebbe anche sospendere l’esecuzione della pena. Questo significherebbe una possibile scarcerazione di Alberto Stasi in attesa del nuovo processo. Non si tratterebbe ancora di un’assoluzione definitiva, ma di una misura legata alla riapertura del giudizio.

Se il nuovo processo dovesse concludersi con un’assoluzione, per Stasi si aprirebbe anche il capitolo dell’indennizzo economico. La legge italiana distingue tra “ingiusta detenzione” ed “errore giudiziario”. Nel primo caso si parla di custodia cautelare subita da innocente; nel secondo, di una condanna definitiva rivelatasi infondata. Un’eventuale assoluzione dopo anni di carcere potrebbe quindi portare a una richiesta di risarcimento nei confronti dello Stato, con cifre che verrebbero stabilite dai giudici sulla base della durata della detenzione e dei danni subiti. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua dunque a sollevare interrogativi e colpi di scena. E la nuova pista investigativa potrebbe cambiare definitivamente la storia giudiziaria di Alberto Stasi.

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