Garlasco, gli ultimissimi sviluppi. Garofano: “Attacco ai Ris, ma non abbiamo nascosto nulla”. Il giallo dei dati forniti solo 18 anni dopo
Il giallo di Garlasco si fa sempre più intricato, nonostante la chiusura delle indagini si rischia (per l’ennesima volta) che ogni certezza venga rimessa in discussione. Il sospetto degli inquirenti sul fatto che il Dna di Chiara non fosse presente sui pedali della bici di Stasi rappresenta un elemento chiave. Potrebbe cadere una delle prove che hanno portato alla condanna a sedici anni in via definitiva del fidanzato della vittima.
Ma in ballo c’è anche la credibilità dei Ris. Il generale Luciano Garofano è finito nel mirino ed è stato sentito come persona informata sui fatti. Ora l’ex capo dei Ris si sfoga e racconta la sua verità. “Sto vivendo questi giorni – dice Garofano a Il Corriere della Sera – con fatica e sorpresa. È ormai chiaro che qualcuno sta provando a demolire il Ris e 50 anni del mio lavoro. Sto subendo un attacco mediatico senza precedenti, ma non consentirò a nessuno di distruggere me e il Ris”.
Garofano dice al sua sull’accusa di aver nascosto i dati che avrebbero potuto scagionare Stasi. “La Procura – spiega – parla di dati grezzi non rinvenuti. Che però, guarda caso, il Ris, cioè il colonnello Marino, ha prodotto su richiesta dell’autorità giudiziaria. Solo 18 anni dopo? Vero. Ma se qualcuno voleva nascondere qualcosa ora non li avrebbe messi a disposizione. E poi i dati grezzi normalmente non fanno parte degli allegati che confluiscono negli atti dell’indagine, ma vengono forniti su richiesta. Dati favorevoli a Stasi nascosti? Altra deduzione forzata. Io sono stato ascoltato dai pm e non sapevo neanche quali fossero i motivi della convocazione, ma su un punto voglio essere chiaro. Se ci fossero stati dati che inficiavano l’accertamento che sui pedali della bici di Stasi c’era il Dna di Chiara lo avremmo sicuramente comunicato“.
Per Garofano “il colpevole resta Stasi”. Anche se il dato del Dna sui pedali – conclude l’ex Ris a Il Corriere – dovesse essere messo in discussione (e non è così) questo non demolisce tutti gli altri indizi a carico di Stasi. Senza alcun pregiudizio, ma conoscendo gli atti, sono convinto che l’unico colpevole sia lui“. “Tutto quello che sto subendo è frutto di una narrazione volutamente di parte, secondo la quale Stasi deve essere per forza innocente. Tutti coloro che contrastano questa ricostruzione, che poi è basata su una sentenza definitiva, vanno demoliti”.


