Garlasco, la possibile revisione del processo Stasi e il nuovo nodo sull’ora del delitto
Nuovo passaggio delicatissimo nel caso Garlasco. Al centro c’è il possibile percorso verso una revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone avrebbe avuto in programma un incontro con la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni per fare il punto sulle risultanze raccolte nell’inchiesta su Andrea Sempio e sui nuovi elementi che potrebbero incidere sul quadro processuale.
Tra i punti più discussi ci sarebbero la nuova valutazione sull’orario dell’omicidio, che sposterebbe in avanti la morte di Chiara Poggi, con una maggiore centratura tra le 11 e le 11.30, e alcune consulenze tecniche sui reperti. Si parla anche dell’impronta 33, attribuita dagli inquirenti ad Andrea Sempio, e del Dna sotto le unghie della vittima, indicato nelle nuove analisi come compatibile con quello dello stesso Sempio.
Elementi che, se confermati, potrebbero aprire uno scenario completamente nuovo. Di questo si è parlato nella puntata di oggi di Storie Italiane condotta da Eleonora Daniele, su Rai 1, dove è intervenuto il direttore di Affaritaliani.it Marco Scotti.
Il direttore di Affaritaliani ha invitato alla prudenza, senza però nascondere il peso enorme delle novità emerse. “Sicuramente non c’è casualità in quello che sta succedendo”, ha detto, aggiungendo che probabilmente c’è anche la volontà di “abbassare un pochino il rumore”. Missione quasi impossibile, ha osservato, perché “sono 19 anni che questo è forse il caso che si sta quasi trasformando in un cold case”.
Il direttore di Affaritaliani si è poi soffermato soprattutto sulla figura di Alberto Stasi. “Una persona che, comunque vadano le cose, è stata anche oggetto di una narrazione fallace in alcuni punti”, sottolineando di non volersi sostituire agli inquirenti né trarre conclusioni affrettate. “Se alla riapertura del processo dovesse emergere, come sta uscendo in queste ore, che Stasi non fosse sulla scena del crimine perché l’orario dell’omicidio di Chiara Poggi va spostato più in avanti e lui stesse lavorando alla tesi, noi stiamo parlando di uno dei più clamorosi casi di malagiustizia non sanabile”. Anche un eventuale risarcimento non potrebbe mai cancellare il tempo trascorso: “Qualsiasi risarcimento economico non restituisce a una persona 19 anni di ingiusto trattamento della sua figura”
La revisione, in questo senso, non potrebbe restituire a Stasi il passato, ma avrebbe comunque un valore decisivo per il futuro. “Darebbe una giustizia non al suo passato ma al suo futuro”, ha aggiunto il Direttore di affaritaliani Marco Scotti.
Il direttore ha però richiamato anche l’altro lato della vicenda. Se invece la colpevolezza di Stasi dovesse essere confermata, ha ricordato, bisognerebbe pensare anche alla famiglia Poggi e alla famiglia Sempio, finite nuovamente al centro di una pressione mediatica enorme, tra sospetti, ipotesi e “illazioni terrificanti”.
Il caso Garlasco, dunque, resta ancora una volta sospeso tra giustizia, memoria e reputazione, dopo quasi vent’anni, ogni nuovo elemento pesa non solo sulla verità processuale, ma anche sulla vita delle persone coinvolte.

