Il Decreto Sicurezza è legge, il relatore di Fdi alla Camera Alessandro Urzì: “Dalla sinistra speculazioni e ostruzionismo. Hanno provato a rallentare il provvedimento con inutili discussioni”
Il Decreto Sicurezza incassa il via libera definitivo della Camera, ma il clima politico che ha accompagnato l’approvazione resta acceso. A sottolinearlo è il relatore del provvedimento, Alessandro Urzì, intercettato da Affaritaliani a pochi minuti dall’esito. “Da parte nostra c’è assoluta soddisfazione per il risultato raggiunto, anche se resta un retrogusto amaro per la speculazione che c’è stata sui contenuti di un provvedimento che va nella direzione dell’interesse dei cittadini, all’insegna della concretezza e dell’attualità”, dice il deputato di Fratelli d’Italia, che sottolinea le sterili polemiche che hanno accompagnato il dibattito sul Decreto.
“Si è avuto da ridire anche sulla norma sui coltelli, la cui diffusione tra i giovani è innegabile e ha già prodotto conseguenze evidenti. Lo stesso vale per gli interventi legislativi sulla procedibilità d’ufficio a tutela del personale ferroviario o del personale docente, un tema di straordinaria attualità: anche in questo caso abbiamo avuto speculazioni, polemiche e confusione. Dei concorsi per l’assunzione di operatori delle forze dell’ordine, poi, non si è parlato affatto. Invece di entrare nel merito del provvedimento, si sono accampate polemiche inutili e pretestuose”, sottolinea Urzì.
“Sul tema dei rimpatri volontari si è insistito su presunti vizi formali, quando era già stato chiarito che sarebbero stati corretti per garantire la piena conformità della norma ai valori a cui deve ispirarsi un Paese civile come il nostro, che mette chi vuole rientrare volontariamente nel proprio Paese nelle condizioni di essere assistito in modo adeguato. Ma la sinistra non vuole nemmeno questo”, prosegue il deputato. La discussione, insomma, non ha toccato il merito del provvedimento: “Si è aperta una parentesi su altre questioni, con l’obiettivo di rinviare e dilatare i tempi, in un’operazione chiaramente ostruzionistica. La morale è che siamo stati impegnati per giornate intere in discussioni infinite e pretestuose: a casa mia bastano due minuti per spiegare le cose in modo chiaro ed essere incisivi. Se si parla per due o tre giorni di seguito, non è per comunicare, ma per ostacolare”, prosegue.
Parole che restituiscono la lettura della maggioranza su un iter parlamentare particolarmente acceso, segnato da una lunga maratona in Aula e da uno scontro serrato con le opposizioni. “Ma – conclude Urzì – alla fine il nostro impegno è stato mantenuto”.

