162 sì, 102 no e 1 astenuto: via libera dalla Camera alla fiducia sul Decreto Sicurezza. Resta il nodo sui rimpatri, in arrivo un correttivo
Il decreto sicurezza ha ottenuto l’approvazione definitiva della Camera con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un’astensione. Il via libera di Montecitorio è arrivato a ridosso della scadenza del provvedimento, al termine di una lunga maratona parlamentare che ha visto 106 interventi complessivi, di cui 58 da parte del Partito Democratico, e ha impegnato l’Aula per due notti e un’intera giornata. Durante il dibattito e fino al voto finale, le opposizioni hanno criticato in particolare la rapidità dell’iter nelle Commissioni e in Aula, oltre a contestare una norma che introduce incentivi per gli avvocati coinvolti nell’assistenza ai rimpatri volontari. Proprio su questo punto sarebbero emerse anche osservazioni dal Quirinale.
La misura è comunque destinata a essere modificata a breve attraverso un nuovo decreto legge sulle “disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti”, già inserito all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi subito dopo l’approvazione del decreto Sicurezza. I due provvedimenti dovrebbero quindi arrivare contemporaneamente alla firma del Presidente della Repubblica.
Il provvedimento
Il provvedimento include misure per contrastare la criminalità, in particolare quella giovanile, oltre a interventi che riguardano le manifestazioni pubbliche, la tutela delle forze dell’ordine e la gestione dei flussi migratori. Tra le novità principali, l’articolo 1 introduce nuove disposizioni contro il fenomeno dei cosiddetti “maranza”, prevedendo il divieto di portare e vendere coltelli. Tuttavia, durante il passaggio al Senato è stata inserita una deroga che consente il porto di alcune tipologie senza una giustificazione specifica.
Particolarmente dibattute sono le norme su manifestazioni e occupazioni. Viene introdotta la possibilità di fermo preventivo fino a 12 ore per persone ritenute potenzialmente pericolose, con l’obiettivo di evitare la loro partecipazione a cortei. Sul fronte delle occupazioni abusive, le pene possono arrivare fino a 7 anni di carcere, mentre chi blocca strade o ferrovie rischia fino a 6 anni. Un altro punto rilevante è lo “scudo penale”, inizialmente previsto per le forze dell’ordine e successivamente esteso. La misura riguarda chi commette un reato in presenza di una causa di giustificazione, prevedendo l’iscrizione in un registro separato rispetto a quello ordinario degli indagati.
Per quanto riguarda i rimpatri volontari, un emendamento della maggioranza introduce un sistema di incentivi che coinvolge anche il Consiglio nazionale forense. In base a questa norma, gli avvocati che assistono un migrante nel percorso di rimpatrio riceverebbero un contributo di 615 euro, erogato solo al completamento della procedura. Tuttavia, questa parte del decreto è già oggetto di revisione.
Infine, il testo interviene anche sulla durata degli incarichi ai vertici delle forze dell’ordine. È prevista la proroga fino al 31 dicembre per il comandante della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, mentre il mandato del vicecomandante dei Carabinieri viene esteso a due anni, uniformandolo a quello previsto per altre figure analoghe.

